Scontro sui clochard. L’opposizione: visione intollerante

VIADANA. Quali sono i limiti dell’intervento sociale? Fa discutere la presenza in città di due clochard, marito e moglie di origini moldave che da mesi si accampano in autostazione e chiedono la carità. Se n’è parlato in consiglio comunale. «Ai due – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali Mariagrazia Tripodo – è stata proposta l’accoglienza in una comunità, che costerebbe al Comune 6mila euro al mese, ma loro vogliono un alloggio pubblico, per il quale però non possiedono i requisiti». La Tripodo ha reso noti ulteriori dettagli: «La coppia ha 9 figli maggiorenni, che sarebbero obbligati a contribuire, ma non ci hanno dato riscontro. Ad associazioni e gente comune che hanno teso loro la mano, hanno raccontato bugie e accampato pretese. Per circa trent’anni hanno usufruito di più servizi dal Comune di Commessaggio (alloggio, mantenimento di cinque figli in istituti, proposte lavorative), ma da parte loro non c’è stato impegno (lavori abbandonati, commissione di reati, sfratti per morosità, danni agli alloggi)». Il giudizio dell’assessore è netto: «Visti i risultati ottenuti, l’impegno economico messo in atto configura quasi un danno erariale. Stando così le cose, si possono davvero impegnare risorse per queste persone? O farle passare davanti ai tanti viadanesi in difficoltà che magari si vergognano a chiedere aiuto?». Secondo Silvio Perteghella (Viadana Democratica) qualcosa però va fatto: «Nei casi di emergenza si possono assegnare alloggi in deroga. Ci si può rivolgere al Tribunale per chiedere il coinvolgimento dei figli. E comunque non possiamo introdurre criteri meritocratici o di diritto naturale nell’affrontare i problemi sociali. La stessa Tripodo vive a Viadana da pochi anni: se ragionassi come lei, potrei dire che ci sono viadanesi più meritevoli di fare l’assessore».

E le liste “Io Cambio” “Uniti per Viadana” e “Viadana Democratica” intervengono sul caso attaccando l’assessore Tripodo. «Troviamo censurabile e fuori luogo che persona investita di una pubblica autorità rilasci dichiarazioni riguardanti storie di vissuto ed altre esperienze di vita di cui si è venuti a conoscenza durante lo svolgimento del proprio mandato che non giustificano in modo assoluto la violazione della privacy delle persone coinvolte». Dichiarazioni pubbliche che «alimentano pregiudizi» e «che non fanno che alimentare e giustificare un senso di discriminazione ed emarginazione». «Non vi è stata alcuna umanità e molta superficialità nel trattare temi molto delicati» proseguono le opposizioni e la situazione è stata affrontata «con una visione ideologica quasi ai limiti dell'intolleranza mentre il servizio sociale si fonda sul principio di equità e rispetto nei confronti di qualsiasi persona si rivolga al pubblico servizio per creare percorsi che possano risolvere o mitigare le problematiche individuali e famigliari, affinché venga garantita la dignità delle persone». «Riteniamo che sia interesse collettivo agire, spendere anche risorse non solo per dare sostentamento, ma anche per richiamare il Comune di Commessaggio e i figli di questa coppia alle loro responsabilità».

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