Il Tar boccia l’ordinanza sulla caccia alle nutrie

Il sindaco di Bozzolo: «Incredibile»

BOZZOLO. Al di là dell’esito del ricorso, ci sono rimasti male il sindaco e gli agricoltori di Bozzolo per la bocciatura da parte del Tar dell’ordinanza emessa dal Comune di Marcaria, con lo scopo di ampliare la caccia alle nutrie.

Sperava, il sindaco Giuseppe Torchio, che le cose fossero cambiate rispetto a quando era alla guida di Spineda ed una associazione animalista aveva portato al Tar pure la sua ordinanza.

Anche perché, secondo quanto riferisce lo stesso sindaco Torchio, la provincia di Mantova è tra quelle che mantengono il trend di catture più alto dell’intera provincia, che complessivamente arriva a contare centomila esemplari l’anno. Una cifra che però sarebbe da superare, vista la proliferazione dei roditori.

«Il problema- commenta il sindaco - è che l’impegno per il contenimento e l'eradicazione della nutria è a macchia di leopardo, con comuni come Bozzolo e Marcaria impegnati allo stremo ed altri che non si muovono». «Poi - va avanti Torchio - c’è la netta opposizione delle associazioni animaliste, i ricorsi e i Comuni che devono spendere per resistere ai procedimenti giudiziari».

Il sindaco, mostrando le foto dei campi e delle rive dei corsi d’acqua a Bozzolo, devastati dalle nutrie, spiega come a Bozzolo si sia reso necessario ampliare a singhiozzo e per brevi periodi gli orari dell’intervento di operatori di tipo A, dalle 5 alle 24 (sette giorni su sette) con fucile da caccia ad anima liscia.

E, a proposito della recente ferma della circolazione ferroviaria, a Torre de’ Picenardi per le tane scavate sotto le rotaie invita: «La linea ferroviaria è adesso in sicurezza ma andate a vedere le gallerie scavate intanto che è ancora tutto transennato!»

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