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Presidio permanente a Brescia per dire no al nuovo depuratore

Le Associazioni Amiche del Fiume Chiese prevedono altre due iniziative simili.«Speriamo di incontrare i politici che per ora non hanno parlato o deciso»

MANTOVA. Dalle parole ai fatti per la Federazione delle Associazioni Amiche del Fiume Chiese e del suo Lago d'Idro che, dopo la conferenza stampa al Broletto di Brescia, sede di Provincia e Prefettura, ha installato una tenda e dato il via a un presidio permanente. Ai militanti delle molte associazioni che fanno parte della Federazione si sono aggiunti, sottoscrivendo il testo che ha dato il via al presidio, altre realtà ambientaliste che da tempo si battono per la tutela del Chiese quali Le Mamme del Chiese, il Tavolo Basta Veleni, il Comitato Referendario Acqua Pubblica e il Cat Comitato Ambiente Territorio.

«È ora di dire basta alla prepotenza del Garda e dei politici che hanno avallato questo progetto - spiegano gli organizzatori - che prevede di scaricare nel Chiese le acque depurate del Lago di Garda. Siamo partiti con questa azione che è il preambolo di altri due presidi che, a breve, partiranno in due comuni importanti dell'asse del Chiese. Ci siamo organizzati, sono presidi pacifici e abbiamo già stabilito rapporto con la Digos e con le forze dell'ordine. Vogliamo che i politici, i sindaci e i consiglieri vengano ai nostri presidi e ci possa parlare e far capire che questa decisione è irricevibile da parte nostra. Non si deve scaricare nel Chiese e il Garda deve assumersi le proprie responsabilità: depurare le proprie acque e scaricarle nel proprio bacino idrico» (quello del fiume Mincio ndr).

Le associazioni bresciane e quelle mantovane dunque, impegnate nella Federazione, passano all'azione e questa volta non è solo, come già nei giorni scorsi, con le bandiere che cominciano ad essere esposte sull'intero corso del Chiese (dalla Val Daone a Canneto sull'Oglio) o con assemblee che, come spiegato dopo la riunione plenaria dei delegati della Federazione ad Acquafredda, verranno realizzate nei comuni gardesani, ma con presidi davanti alle massime autorità bresciane coinvolte nella vicenda, e cioè Prefettura e Provincia. «Speriamo di vedere e di poter dialogare anche con quei parlamentari che non hanno preso parola e che non hanno sapute decidere - spiega Bordiga - e allo stesso tempo di far capire che le decisioni del Commissario straordinario, e della ministra Gelmini e di tutte le persone attori attivi di questa situazione stanno, di fatto, creando disagi. La nostra è un’azione che si vuole unitaria perché qui in gioco c’è la salute del Chiese, dei suoi territori e delle persone che vivono attorno a questo fiume, dal Trentino al Mantovano» spiega Bordiga.

Il presidio unitario, avviato il 9 agosto e che, al momento, non ha data di chiusura, prevede turni di tre ore a partire dalla mezzanotte. «Possono partecipate tutte le persone interessate, questo è un presidio unitario in difesa del Chiese. Da qui poi partiranno altri Presidi unitari sul territorio” conclude Bordiga. La Bandiera “Il Chiese grida aiuto... Tu non fai niente?” può essere ordinata (anche in grandi quantità) al numero 340 2930784, o scrivendo a mail acqua.del.chiese.che.unisce@gmail.com.

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