Ancora senza risposta la richiesta del Comune per una pluriclasse

vin.brun@gmail.com

Due i bambini iscritti quest’anno, saranno di più nel 2022. Sullo sfondo i timori per la chiusura definitiva della scuola

PIUBEGA. Il Comune e la sua comunità attendono ancora di sapere il destino della scuola elementare e quello dei due alunni che sono iscritti alla classe prima. Una vicenda, quella della scuola elementare di Piubega, che ha visto nei mesi passati la mobilitazione di un intero paese che, con una raccolta firme, ha fatto sapere di non volere la chiusura della scuola elementare e tanto meno la soppressione delle classi.

La vicenda nasce dal fatto che, quest'anno scolastico, e cioè il 2021/22, vede iscritti alla classe prima solo due bambini. La proposta fatta dall'amministrazione è quella di una pluriclasse. «La cosa è fattibile - spiega la sindaca Cristina Zinetti - e, data la situazione che si è creata in questi due anni, unire questi due alunni con quelli della classe seconda non sembra un grave problema didattico. Inoltre, per quanto sappiamo, il personale resta lo stesso e non ci sarebbero problemi neppure da questo punto di vista».

Al momento, dopo le richieste fatte nei mesi passati, dopo la raccolta firme e il dialogo con gli enti competenti, non ci sono ancora certezze. «I due bambini attualmente risultano iscritti alla elementare di Piubega ma ancora non sappiamo se ci sarà la pluriclasse. C'è stato risposto che non è di nostra competenza questa decisione e così, a un mese dall'inizio del nuovo anno scolastico, ancora non c'è stato comunicato se avremo la pluriclasse. Noi comunque siamo pronti a procedere anche per le vie legali con un ricorso al Tar» ricorda la sindaca Zinetti.

A fronte di questa situazione se ne presenta un'altra all'orizzonte e cioè quella della chiusura della scuola elementare. «Al momento abbiamo due classi, una quinta e una seconda, e cioè la classe che si vorrebbe trasformata in pluriclasse. Per l'anno prossimo, però, abbiamo i numeri per fare una prima. Il Provveditorato ci ha detto che se abbiamo i numeri non dobbiamo temere la chiusura della scuola, ma vorremmo avere garanzie. Abbiamo scritto anche al ministero per avere rassicurazioni. Dover spostare bambini e bambine in giro per il territorio, con aumento di spesa per i trasporti e di pericoli di varia natura non ci sembra un'idea funzionale» conclude Zinetti.

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