Tre prime elementari non partiranno: Graziata solo quella di Serravalle a Po

Amministratori e cittadini di Magnacavallo, Quingentole e Felonica inascoltati: «Classi da 25 bambini in tempi di Covid»

BASSO MANTOVANO. Nel Destra Secchia tre prime elementari non partiranno, la decisione è definitiva e per Magnacavallo, Quingentole e Felonica non c'è appello, si salverà invece Serravalle che si è vista concedere la possibilità di attivare una pluriclasse.

L'amarezza dei sindaci e del presidente del consorzio Oltrepò Alberto Borsari è tanta, la mattina del 9 agosto gli amministratori di tutta la zona si sono dati appuntamento davanti alle scuole di Felonica, simbolo della battaglia portata avanti con tenacia in questi mesi, per una momento di protesta, assieme ai genitori del paese.

A essersi spesa in prima persona con grande determinazione è stata Annalisa Bazzi, vicesindaco di Sermide e Felonica, che le ha provate tutte per difendere la sua scuola e quelle dei paesi vicini. Bazzi ha coinvolto il Consorzio Oltrepò che ha portato avanti una battaglia di territorio, sono stati elaborati dei progetti con il supporto di Indire, organo di ricerca del Ministero dell'Istruzione. Progetti portati in Regione e al provveditorato, ma non è bastato. I numeri sono impietosi e non hanno lasciato spazio a soluzioni di compromesso.

A Magnacavallo gli iscritti in prima il prossimo anno sono quattro, a Felonica e a Quingentole cinque. Numeri troppo lontani da quei parametri regionali che dettano la soglia minima di alunni per formare una classe in 15 studenti, mentre le pluriclasse possono essere costituite con un numero minimo di 15 studenti e un massimo di 18.

Va precisato che si richiede anche una proporzione numerica quasi paritaria fra gli studenti delle due classi che verrebbero unite, la pluriclasse che è stata concessa a Serravalle, dove gli iscritti alla prima sono una decina. Anche in questo paese si temeva che la prima potesse saltare.

I sindaci hanno reagito scrivendo una lettera di rimostranze contro questa decisione. «In questo periodo così particolare dove la presenza di pochi alunni potrebbe garantire maggiore sicurezza, ci viene negata la possibilità di istituire classi prime con piccoli numeri o pluriclassi, nei piccoli plessi – si legge nel memorandum - nonostante siano state intraprese tutte le strade percorribili, nulla ci è stato concesso dagli organi scolastici interpellati. Abbiamo presentato un progetto a tutela delle piccole realtà scolastiche con l’opportunità di lavorare con piccoli numeri in collegamento con altre scuole, in rete, attivando percorsi mirati innovativi sfruttando risorse tecnologiche. Questo progetto è stato presentato a Daniele Zani, provveditore agli studi di Mantova, ai dirigenti scolastici degli istituti comprensivi locali e da tutti è stato approvato e accolto. Quindi siamo andati avanti».

«Abbiamo presentato il nuovo progetto all’Ufficio scolastico regionale – ricostruiscono i primi cittadini – che lo ha definito un progetto innovativo, un valore aggiunto per il territorio. Quando tutto sembrava stesse andando a buon fine, ci siamo riuniti con dirigenti e di nuovo col provveditore il quale riferisce che avrebbe bisogno di un maggior numero di docenti per concedere pluriclassi e deroghe. Ma se i numeri degli alunni sono gli stessi degli scorsi anni, cos’è cambiato? La paura è che si pensi di concentrare tutto nelle grandi realtà scolastiche per chiudere la maggior parte delle scuole dell’Oltrepò Mantovano. I nostri bambini saranno costretti a rimanere in 25 per classe indossando sempre la mascherina».

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