Contenuto riservato agli abbonati

Soldato americano ritrova i bambini salvati: la storia in un libro

La vicenda raccontata dallo scrittore e giornalista Matteo Incerti. Protagonista Martin Adler, ora 96enne, che presto arriverà in Italia

MANTOVA. Il giornalista, scrittore e storico, Matteo Incerti, in libreria con un volume speciale che racconta la storia de “I bambini del soldato Martin”. La vicenda nasce l’anno scorso quando il reduce americano Martin Adler, 96enne, decide di provare a trovare tre bambini italiani (un maschio e due femmine) che nel 1944 avevano posato in una fotografia con lui dopo una rocambolesca avventura. La vicenda aveva avuto una grande risonanza, in epoca di lockdown, e grazie alle competenze e alla disponibilità di Matteo Incerti, esperto nella ricostruzione di storia di guerra e nella ricerca di militari che hanno vissuto esperienze particolari in Italia, i tre bambini erano stati ritrovati e messi in contatto con Adler. Questa vicenda, però, vede protagonista anche il territorio mantovano.

Matteo Incerti nel libro, fresco di stampa, “I bambini del soldato Martin” (Corsiero editore) racconta tutta la storia dell’avventura italiana del soldato Adler. Dallo sbarco fino alla liberazione, la lunga marcia di Adler su per lo Stivale tocca anche il territorio mantovano. Come attestano anche alcune fotografie presente anche nel Museo del Po di Revere, i soldati americani hanno attraversato il Grande Fiume proprio nella zona del Basso Mantovano.

Le fotografie recuperate da Incerti mostrano dunque le operazioni dei soldati americani e le tappe raccontate nel capitolo “Oltre il Po - 23 Aprile 1945”. Le testimonianze sono prese dal diario del reggimento 339°, quello appunto di Adler e del suo battaglione.

I comuni mantovani citati e attraversati dal giovane soldato Adler sono Poggio Rusco (il battaglione arrivava da Bomporto, Medolla e Mirandola), Revere, Quistello e Quingentole. Un’avanzata, dunque, che viene descritta nei ricordi dei soldati e, dalle ricerche di Incerti, come decisiva per la liberazione del nord Italia. Il territorio mantovano è protagonista della vicenda e di queste pagine che stanno facendo il giro del mondo grazie all’interessamento che la stampa internazionale ha riservato alla storia. Appennino bolognese, ottobre 1944.

Martin Adler, soldato semplice della fanteria americana, figlio di un emigrato ungherese di religione ebraica, sta perlustrando un casolare. Vede muoversi qualcuno all’interno di una grande cesta di vimini. Lui e il suo commilitone sono pronti a premere il grilletto del loro mitra, quando all’improvviso l’urlo di una donna li ferma. Dal contenitore sbucano tre bambini. Nel dicembre 2020, a novantasei anni, rinchiuso da mesi nella sua casa in Florida a causa dell’epidemia di Coronavirus, Martin Adler dice alla figlia Rachelle di aiutarlo a ritrovare quei tre bambini: decidono di lanciare un appello sui social network. Che fine hanno fatto? Sono ancora vivi? Matteo Incerti raccoglie la richiesta e la rilancia, facendo diventare virale questa storia in pochi giorni. Come in una favola di Natale quei tre fanciulli del 1944, ormai diventati a loro volta nonni, si riconoscono nell’istantanea rilanciata dai media e abbracciano virtualmente Martin che ha un sogno: una volta vaccinato contro il Covid, vuole ritornare in Italia alla fine di questo mese. E chissà che non capiti anche ai musei che raccolgono la storia del Po e della Guerra nel Basso Mantovano.

Video del giorno

La Notre-Dame virtuale batte sul tempo la cattedrale reale. Ma attenzione alle vertigini

La guida allo shopping del Gruppo Gedi