In pellegrinaggio da Casaloldo a Grazie sotto le stelle cadenti: «Una è per Gino Strada»

Un gruppo di 40 persone ha percorso, nella notte tra venerdì e sabato, i 26 chilometri che separano Casaloldo da Grazie. Nel segno della devozione ma anche della cultura

CASALOLDO. Anche se la piazza di Grazie oggi sarà vuota, i pellegrini non rinunciano alla tradizione per ricordare l’assunzione della Madonna. È il caso di oltre quaranta fedeli e appassionati che venerdì a mezzanotte sono partiti a piedi dalla chiesa di Casaloldo per raggiungere il santuario di Curtatone dedicato alla Madonna.

In pellegrinaggio da Casaloldo alle Grazie sotto le stelle cadenti: «Una è per Gino Strada»

«Sono ormai quattro anni che facciamo questa particolare camminata che tocca luoghi di culto e località storiche del territorio e che ci porta alla piazza dei madonnari – spiega lo storico, e promotore dell’iniziativa, organizzata dal Comune con il patrocinio dell'Ecomuseo, Gian Agazzi –. Quest’anno abbiamo deciso di fare il nostro pellegrinaggio il 13, dato che la festa non ci sarà. Questo ci ha permesso di vedere, nel corso della nostra camminata, le stelle cadenti e di dedicarne una, con un nostro pensiero, a Gino Strada».

La partenza era fissata per le 23.50 in piazza a Casaloldo, davanti alla chiesa di Santa Maria Assunta: «Questo per stabilire un legame con quanto accade a Grazie».

Il percorso di circa 26 chilometri è stato affrontato in cinque ore: «La prima tappa, per strade basse, è in una località detta I Morti del Crocione, dove sono seppelliti cadaveri della peste del 1631, quella descritta dal Manzoni. Poi ci siamo diretti alla frazione Molinello. Qui c’è una chiesetta dedicata a San Luigi, edificio molto importante e dove ci siamo raccolti in preghiera». Il cammino è proseguito su quello che, un tempo, fu il decumano maestro della centuriazione romana, e cioè la vecchia strada di Piubega: «Su questa abbiamo poi deviato per località Fabrezza dove ci sono i resti di un edificio longobardo del 750 dopo Cristo. A quel punto abbiamo proseguito sulla strada Colombare che porta diretta a San Cassiano, piccola località che vede uniti tre comuni: Piubega, Sarginesco e Gazoldo. Qui abbiamo reso grazie a sant’Ippolito».

Il cammino, a questo punto, era esattamente a metà, e cioè 12,5 chilometri: «Solitamente qui chi vuole può tornare indietro, oppure si va diretti alle Grazie. La tappa successiva prevede la colazione a Sarginesco, offerta dai Combattenti e Reduci di Casaloldo che ci hanno seguito e fatto assistenza. Per strada Pilone siamo arrivati sulla ciclo pedonale di Rivalta che porta alle Grazie. Qui, complice il buio e la direzione nord-est, abbiamo visto molte stelle cadenti. Un vero spettacolo della natura».

A quel punto erano quasi le cinque e la comitiva è arrivata a Grazie per la foto di rito sotto il cartello, un giro in piazza e «per rispettare la tradizione, merenda con panino e cotechino, sempre preparato dai nostri Combattenti e Reduci». Poi tutti in riva al lago di Grazie per veder sorgere il sole.

C’è anche chi ha deciso di tornare a piedi. «Ho 52 anni e avevo fatto un voto, e cioè fare 52 chilometri» di Gian Agazzi che è tornato a Casaloldo.

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