Mantovani al presidio E dal 20 la protesta a Gavardo-Montichiari

Acquanegra e Canneto a Brescia contro il depuratore «Informiamo i cittadini dei rischi del progetto»

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Il presidio permanente installato in piazza Broletto a Brescia davanti alla sede della Prefettura per protestare contro la decisione della costruzione del sistema di depurazione della sponda bresciana del Garda si sposterà. Da venerdì si sdoppierà nei due comuni coinvolti dal progetto, Gavardo e Montichiari.

Nel frattempo, in questi giorni, la collocazione nel centro storico di Brescia ha sicuramente coinvolto molte più persone, ma si è mostrato difficilmente sostenibile per un periodo più lungo per le pressioni ricevute. Da subito è stato dato ordine di smantellare la tenda che serviva per le ore notturne ai dimostranti, che per questo hanno dovuto ridurre la protesta all’arco diurno; quindi l’invito a ridurre gli spazi espositivi delle bandiere che si erano allargate a ricoprire la facciata del palazzo storico del Broletto. Sono seguite le lamentele del sindaco di Brescia Emilio Del Bono e infine, giovedì sera, si è registrato l’arrivo dei carabinieri che hanno chiesto ai presenti di mostrare i documenti agli attivisti presenti.

Segnali chiari che gli organizzatori sperano non si ripetano dal 20 nei due Comuni di Gavardo e Montichiari dove le istituzioni locali stesse sono contrarie alla proposta progettuale licenziata dal Commissario nominato dal governo, il Prefetto di Brescia Attilio Visconti.

Il Chiese resterà il recapito delle acque depurate (così era stato deciso già dal 2015), ma i depuratori saranno due: Gavardo per il Medio Garda e Montichiari per il Basso Garda. Decisione che ha spazzato via la proposta di costruire un unico depuratore in un Comune gardesano (Lonato), soluzione che avrebbe richiesto 3 anni di tempo in più. EUna evenienza giudicata in modo fortemente negativo perché in contrasto con la decisione del Governo di procedere rapidamente alla dismissione della condotta sotto il lago che oggi, in mancanza di depuratori nel Bresciano, porta i reflui della sponda occidentale direttamente su quella opposta, a Peschiera, che dunque lavora e poi scarica nel Mincio il carico dell’intero lago.

Intanto sabato sera e domenica mattina al presidio si sono alternati una delegazione proveniente da Acquanegra e poi la Lipu di Canneto sull’Oglio. «Abbiamo incontriato i cittadini - spiega Fabio Rossi, di Acquanegra - spiegando loro le ragioni della nostra opposizione. Ovvero i rischi di recapitare gli scarichi fognari depurati nel Chiese, fiume dal regime incostante e da tutelare».

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