Canzoni e abbracci per l’addio a Jiulian: «Con gente come lui, un mondo migliore»

Tanti ragazzi al funerale del 21enne morto domenica in un incidente stradale.  Cerimonia in libertà: nessun celebrante, ma foto e discorsi

SUZZARA. «Se tutti fossero come Jiulian, il mondo sarebbe un posto migliore». Inizia il suo discorso con la voce rotta dal pianto Gianpaolo Caleffi, proprietario del negozio in cui lavorava Jiulian Fina, il 21enne morto domenica in un incidente. Ieri a Curtatone si sono svolti i funerali.

La funzione non è stata delle più tradizionali: nessun canto religioso, nessun prete a celebrare la cerimonia. È stato un momento di libertà e di ricordo, in cui i suoi cari e gli amici lo hanno ricordato in ogni modo.

In prima fila ad assistere alle toccanti dimostrazioni d’affetto, la mamma Nadia e la nonna Maria.

Dopo il commovente discorso di Caleffi, due amici di Jiulian hanno preso in mano una chitarra e hanno suonato e cantato “Blackbird” dei Beatles. Una compagna del liceo artistico, invece, ha intonato “The edge of glory” di Lady Gaga, che recita: «Io sono sul bordo di qualcosa di finale che chiamiamo vita stasera». Più che belle, le canzoni sono state piene di sentimento, con le voci dei ragazzi tremolanti, ma allo stesso tempo sicure, spezzate dal dolore che solo chi perde un amico può comprendere. Sono state proiettate anche alcune foto del ragazzo che hanno commosso tutti.

Il bellissimo sole di ieri stonava con la tristezza del momento, ma era lì come a dire che anche lui voleva essere presente per ricordare chi si è impegnato per la nostra Terra. Non c’è nulla di logico nella morte di un ventunenne, ma bisognerebbe fermarsi un attimo, rallentare la frenetica vita e provare a dare significato a un’esistenza che, per quanto breve sia stata, può essere da esempio a tutti. Bisognerebbe imparare ad essere come lui, generosi, amorevoli verso gli altri, disponibili, puri.

Durante la cerimonia si avvertiva un forte senso di vuoto. Le guance di tutti erano rigate dalle lacrime e le facce tristi erano nascoste dalle mascherine. In molti bruciavano incenso il cui profumo ha avvolto e consolato tutti.

Molte religioni orientali, alle quali Jiulian era vicino, credono nella reincarnazione. Jiulian potrebbe, allora, essere diventato qualcosa di buono per la natura. Magari un albero, un fiore, magari un’ape. 

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