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Via libera all’ampliamento della centrale di Ostiglia, ma ecco i paletti

Giudizio positivo di compatibilità ambientale del ministero, si dovranno rispettare nove prescrizioni per mitigare l’impatto

OSTIGLIA. Arriva il sì definitivo del Ministero della Transizione ecologica al progetto di ampliamento della centrale Ep di Ostiglia. Il dicastero retto dal ministro Roberto Cingolani, però, ha imposto il rispetto di una serie di prescrizioni derivate dal confronto con gli enti, dalla Regione all’Istituto Superiore di Sanità. A controllare che le imposizioni siano rispettate, sarà lo stesso ministero in collaborazione con il dicastero della Cultura.

Si chiude, dunque, con un esito positivo l’esame della proposta presentata ufficialmente oltre un anno fa da Ep Produzione spa, proprietaria della centrale termoelettrica di Ostiglia che chiedeva di poter costruire un nuovo gruppo produttivo a est dell’attuale, riducendo in cambio le emissioni da quello esistente. Un’operazione che è stata giudicata positivamente nonostante l’aumento della potenza: 923 megawatt in più, dai quali però andrà detratto lo spegnimento e la messa in riserva del gruppo più vecchio ancora operativo. A far pendere la bilancia in senso positivo, la proposta di Ep di aggiungere ai camini esistenti alcuni filtri per trattenere gli ossidi di azoto, che, combinata allo spegnimento di un gruppo, consente di rimanere al di sotto delle emissioni attuali.

Ma il ministero ha obiettato che, visto che la qualità dell’aria nella zona non è comunque delle migliori (Ostiglia è nell’elenco dei Comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per il superamento sistematico dei livelli di polveri sottili PM10), si dovrà garantire che l’emissione complessiva di tutti gli inquinanti non superi quella attualmente autorizzata. In sostanza non si dovrà aumentare in nessun modo l’inquinamento già presente. Inoltre, per aderire ai traguardi comunitari si dovranno monitorare le emissioni di anidride carbonica, evidenziare la loro graduale riduzione e comunicare ai portatori di interesse l’impegno alla riduzione progressiva dei combustibili fossili.

Ma il ministero, che ha ricevuto nel corso dell’Istruttoria le osservazioni di sei proponenti, fra i quali i Cittadini per l’ambiente, ha accolto l’idea del Consorzio Oltrepò e della Provincia che hanno chiesto di posizionare una centralina di monitoraggio degli inquinanti anche in zona protetta golenale e di far monitorare, fra i parametri, anche l’ammoniaca.

Altra condizione da rispettare, quella di effettuare uno studio epidemiologico in collaborazione con l’Ats in cui, per ciascun individuo, venga ricostruita attraverso modelli delle emissioni e delle variabili meteorologiche la esposizione agli inquinanti ricevuta a partire dall’anno 2000, confrontando poi il dato con la storia sanitaria del soggetto: le sue malattie, i suoi ricoveri.

Condizioni che dovranno essere rispettate se Ep deciderà di proseguire con il progetto, ma che non inficiano la bontà della proposta, secondo il giudizio del ministero della Transizione ecologica. I sistemi catalitici di abbattimento che saranno installati su tutti i camini, compreso quello del nuovo gruppo che sarà il più basso (90 metri) ma il più largo (diametro 9 metri), consentiranno una sensibile diminuzione dell’inquinante pari, nella relazione della società Ep a 585 tonnellate l’anno rispetto ad oggi.

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