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A Mantova zero ricoveri da Covid in Rianimazione

Cauto il direttore generale dell’Asst, Stradoni: «La tendenza si conferma in calo». Intanto i vaccinati superano la soglia dell’80%

MANTOVA. La settimana sanitaria si apre sotto una stella buona, anche se l’andamento della pandemia è capriccioso e non tollera entusiasmi (basta un solo focolaio a rovesciare la tendenza): al momento in Rianimazione non risultano ricoverati da Covid, mentre nel reparto di malattie infettive se ne contano diciassette. Situazione in linea con il resto della Lombardia, tanto che la Regione sta pensando di rimodulare l’assetto emergenziale, ancora organizzato attorno ai 18 ospedali hub per le urgenze non differibili.

«Dal punto di vista epidemiologico, gli ultimi dati confermano che la situazione è sotto controllo e sembrano segnalare una tendenza alla riduzione – commenta il direttore generale dell’Asst Carlo Poma, Raffaello Stradoni – Alla fase di risalita dei contagi, da metà luglio fino al 3 agosto, è seguito un assestamento, con un calo molto lento». Occhi sempre aperti, quindi.

Incoraggiante anche il dato sulle vaccinazioni, che proietta la provincia di Mantova a un incollatura dalla città metropolitana di Milano: il rapporto è dell’81,20% contro l’81,29% di popolazione target che ha ricevuto almeno una dose. Pian piano anche la resistenza dei no vax più ostinati pare allentarsi, tra chi finisce in ospedale e chi cede alle evidenze scientifiche prima di arrivarci.

I dati suggeriscono che non c’è proporzione tra rischi e benefici, che il vaccino avrebbe salvato tante delle 1.424 vite spente dal virus nella provincia di Mantova. E proprio ai morti di Covid è dedicata la seconda edizione di “Noi”, cerimonia commemorativa organizzata dall’associazione Maria Bianchi, in collaborazione con la tanatologa Maria Angela Gelati, col patrocinio del Comune di Curtatone e dell’Asst Carlo Poma.

Nel 2020 – l’anno più feroce della pandemia, quando si moriva da soli nelle corsie degli ospedali e delle case di riposo – la cerimonia si svolse nel cimitero degli Angeli, a recuperare la dimensione negata dal virus, quest’anno si terrà invece alle Grazie, sulla riva della Madonna, il 10 settembre alle 18.

Il lutto soffocato: questa la definizione data dai volontari dell’associazione Maria Bianchi, che da anni offre sostegno alle persone in lutto, impegnandosi in attività di formazione e ricerca sui temi della perdita. Ora, grazie anche ai vaccini, la situazione è tornata alla quasi normalità, ma resiste la memoria di una ferita non rimarginabile, il senso di colpa di chi ha perso un affetto senza nemmeno poterlo piangere. Come se un interruttore lo avesse spento.

«L’idea alla base della cerimonia è quello di dare ossigeno all’esperienza del lutto – interviene Nicola Ferrari dell’associazione Maria Bianchi – di fare in modo che il dolore abbia cittadinanza e diritto di esprimersi. Tutte le nostre attività hanno lo scopo di aiutare le persone a recuperare il lascito esistenziale dei loro cari e decidere cosa farne. Noi ci mettiamo al servizio, e lo faremo anche il 10 settembre».

Per partecipare alla cerimonia – aperta a chi ha perso un familiare o un amico a causa del Covid – è necessario iscriversi inviando un’email ad assmariabianchi@hotmail.com o contattando il numero di cellulare 3483623379. Ai partecipanti sarà chiesto di ricordare la persona attraverso un oggetto, di cui dovranno raccontare la storia, per poi passarlo di mano in mano, allacciando la parola al contatto. L’anno scorso qualcuno portò una boccetta di profumo. Memoria vaporizzata.

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