Nel Mantovano al voto oltre 31mila cittadini, già depositate dieci liste

Macchina partita per le urne del 3 e 4 ottobre. Domani lo speciale della Gazzetta. Difficoltà a trovare i candidati, eclissi dei partiti: promotori al traguardo col fiatone

MANTOVA. Iniziata ufficialmente la corsa per le amministrative del 3 e 4 ottobre. Ieri sono state depositate 10 delle liste che concorreranno alla formazione dei prossimi consigli comunali in sette Comuni. Le altre quattro annunciate saranno depositate oggi entro mezzogiorno. E a dare il panorama completo ci penserà lo speciale del nostro giornale che domani sarà in edicola e che racconterà le sfide nei diversi paesi. Chiamati al voto sono 31.046 cittadini elettori, ma uno su sette come avvenuto nelle precedenti consultazioni si sa già che non si presenterà, in quanto residente all’estero.

Nessuno dei municipi che sono attesi al rinnovo supera i 15mila abitanti. Alle urne vanno Acquanegra sul Chiese, Guidizzolo, Marcaria, Poggio Rusco, Quistello, Redondesco e San Benedetto Po. Un voto rinviato rispetto alla scadenza naturale della primavera causa Covid e che ha fatto durare le amministrazioni in carica quattro mesi in più. Ora si arriva al turno elettorale che eleggerà direttamente i sindaci e rinnoverà i consigli comunali, ma in un clima nel quale la disaffezione dalla politica è sempre più forte.

I sintomi di questo arretramento dalla cosa pubblica erano evidenti da anni. Ma mai come in questo turno elettorale si è fatta così fatica a trovare le persone da mettere in lista e ancor più quelle da candidare alla carica di sindaco.

La pandemia Covid 19 accentuando le distanze e creando rarefazione nei contatti interpersonali ha dato un duro colpo alla classica attività preparatoria di formazione delle liste. Le riunioni sono state sostituite da messaggistica o alla meglio, da meeting in modalità informatica, in remoto. Condizioni che hanno ulteriormente frenato la già bassa propensione a impegnarsi direttamente in politica mettendoci la faccia.

Una situazione, quella dell’impegno politico, che in passato passava attraverso il veicolo dei partiti. Oggi quasi completamente assente dal panorama delle amministrative. Salvo sparute apparizioni, le tradizionali forze di organizzazione del consenso non saranno presenti nelle liste, costruite su basi civiche e di impegno individuale. La Lega sarà completamente assente nel Basso Mantovano, il Movimento 5 stelle non presenterà alcuna lista mentre il Pd, ha faticato non poco a chiudere i ranghi, pur partendo da situazioni di forte consenso 5 anni fa.

Sparita la militanza, eclissatisi i partiti è rimasto l’impegno individuale, che deve fare i conti con le situazioni personali, familiari lavorative. Così a Redondesco, come 5 anni fa, si presenterà una sola lista e a Poggio Rusco il rischio concretissimo e che succeda altrettanto, nonostante il centrosinistra partisse da un testa a testa di soli tre voti con il sindaco Fabio Zacchi. I sindaci uscenti, ricandidabili tranne LucaMalavasi (Quistello) si sono tutti messi a disposizione per il secondo mandato. La regola del testa a testa al quale tendeva la legge maggioritaria è stata rotta a Guidizzolo (3 liste)e a San Benedetto Po (altrettante). Nel caso corra una sola lista, la legge impone un quorum minimo di votanti: il 40%+1 per dichiarare valida l’elezione. In caso contrario arriverà il commissario prefettizio e si tornerà al voto dopo un anno.

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