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Gli ex sindaci sono delusi per l’unica lista in corsa a Poggio Rusco: «Non si rinunci a votare»

Sulla corsa solitaria di Fabio Zacchi a Poggio Rusco intervengono Gianni Lotti e Sergio Rinaldoni, gli ex sindaci che lo hanno preceduto. Per Poggio è l’unica formazione in lizza, dopo che le opposizioni non si sono presentate ai blocchi di partenza della competizione elettorale. Ora il nemico più pericoloso per Zacchi a caccia della riconferma è l’astensione, infatti dovrà portare al voto il 40% degli aventi diritto.

POGGIO RUSCO. Sulla corsa solitaria di Fabio Zacchi a Poggio Rusco intervengono Gianni Lotti e Sergio Rinaldoni, gli ex sindaci che lo hanno preceduto. Per Poggio è l’unica formazione in lizza, dopo che le opposizioni non si sono presentate ai blocchi di partenza della competizione elettorale. Ora il nemico più pericoloso per Zacchi a caccia della riconferma è l’astensione, infatti dovrà portare al voto il 40% degli aventi diritto.

«Sono molto amareggiato, non credevo si arrivasse a questa situazione – dice Gianni Lotti, alla guida del Comune dal 2001 al 2006 sotto le insegne dell’Ulivo –. Nelle scorse settimane si sentiva parlare di un’alternativa e c’era la percezione che questa ci sarebbe stata. Anche presentare una buona lista senza avere la possibilità di vincere, ma andando a fare una buona opposizione e cercando di formare qualche persona nuova in ottica futura, sarebbe stata una scelta costruttiva. Anche l’opposizione è importante, rinunciando a presentare una proposta si sprecano cinque anni».

Lotti, l’ultimo sindaco di centro sinistra a vincere a Poggio, prosegue con un’analisi all’interno del suo campo di riferimento: «È un grosso colpo anche per la sinistra locale, rappresentiamo una fetta consistente di elettorato che meritava una risposta. C’è un’attenuante, per un partito come il Pd, che ha molti iscritti tra gli anziani, abituato al contatto fisico e alle assemblee pubbliche, non poter incontrare le persone a causa del lockdown è stato penalizzante. Ma questo non può essere un alibi. Bisognava presentare una lista, anche in considerazione dei numeri di 5 anni fa, è una grossa delusione. Adesso serve una fase di chiarezza. Chi ha avuto ruolo di opposizione deve spiegare quello che è successo e perché non si è riusciti a concretizzare una lista. Ora bisogna ricostruire. Servono persone nuove per guardare al futuro». Lotti non si sottrae alla domanda sulla sua partecipazione al voto: «Rifletterò molto, però, come educazione politica, mi è stato insegnato che andare a votare è un anche un dovere, oltre che un diritto».

«Mai mi sarei aspettato una cosa così spiacevole. Sono molto deluso – dice Rinaldoni, sindaco dal 2006 al 2016 con Per Poggio, la formazione ora guidata da Zacchi –. Fabio e la sua lista i numeri per vincere li possono avere, hanno curato le ferite del terremoto, il Covid, hanno tanti progetti avviati e da avviare. Spiace che in un paese così vivo politicamente vediamo una corsa solitaria. Ricordo gli anni del sindaco Ghelli, in cui la dialettica con l’opposizione era veramente accesa. Passare da quello a una resa ai blocchi di partenza...Forse hanno capito che non avrebbero avuto i numeri per vincere. Ma il mio timore è che manchino persone che abbiano voglia di mettersi in gioco. Amministrare è bello, ma è anche sacrificio. Anche stare all’opposizione è un impegno». Rinaldoni chiude con un appello al voto: «Bisogna andare a votare, disertare le urne fa male al paese». 

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