L’agenda del nuovo manager del’Asst di Mantova Azzi: riforma, liste di attesa e attività non Covid

Stradoni: «Mi dispiace andare via, ma siamo soldati al servizio della gente. Lascio un pezzo di cuore»

MANTOVA. Una sorpresa per entrambi. Nessuno, né il direttore uscente, Raffaello Stradoni, e tanto meno quello entrante, Mara Azzi, sapevano del valzer delle poltrone fino a poche ore prima della firma della delibera della giunta regionale che ha cambiato lo scacchiere in otto direzioni generali lombarde compresa quella dell’Asst di Mantova.

«È così –ammette il dottor Stradoni durante la conferenza stampa dei saluti e di scambio delle consegne con la dottoressa Azzi – è stata una cosa improvvisa e se devo essere sincero fino in fondo mi dispiace lasciare Mantova. Qui lascio un pezzo di cuore e tante cose che dovevo ancora fare, ma sono sicuro che chi prenderà il mio posto, che stimo molto, saprà portarle a termine. Siamo soldatini e dobbiamo andare dove ci mandano, la mia nuova destinazione in Valtellina (Ats della Montagna, Sondrio, ndr) comunque mi piace e cercherò di impegnarmi al massimo come ho fatto qui a Mantova. Lascio in ogni caso un ospedale in salute e con ottimi professionisti».

Ore 15.30, sala riunioni della direzione generale del Poma: Stradoni e Azzi si intrattengono con la stampa locale per formalizzare il cambio di poltrone. Durante la mattinata il primo confronto ufficiale tra chi va e chi viene per fare il punto della situazione ospedaliera. «I numeri della pandemia – continua Stradoni – sono stabili ma in vista di un possibile aumento che potrebbe verificarsi in autunno tutti gli ospedali lombardi stanno allestendo un piano di posti letto per arrivare a otto nelle Rianimazioni. Per quanto riguarda invece il nostro personale che non si è ancora vaccinato siamo fermi a 25 casi, tutti infermieri e altre professioni sanitarie ma nessun medico. Venticinque è il saldo tra chi esce e chi entra e d’ora in poi ogni settimana sarà fatta una delibera di ricognizione».

Arriva il turno del nuovo direttore generale Mara Azzi alla quale la Gazzetta chiede quali saranno le prime sue mosse in questo momento così delicato per la pandemia, l’applicazione della nuova riforma sanitaria regionale e la ripartenza delle attività non Covid. «Beh, è una domanda abbastanza impegnativa. Si parte da quello che già c’è e dalle eccellenze di questo ospedale. Iniziamo subito con un confronto all’interno dell’ospedale e dell’esterno. Mantova merita una rete sanitaria e socio sanitaria importante ed è il momento di valorizzarla. Oggi grazie al Pnrr abbiamo l’opportunità di portare tanti investimenti sul territorio e di riorganizzare questa rete senza tralasciare l’ospedale, i tempi di attesa e tutte le attività che sono state sospese per il Covid, che devono riprendere non tanto per un problema di budget ma per dare risposte ai cittadini che devono continuare a star bene al di là del Covid». Mara Azzi, viadanese, dopo 14 anni torna a Mantova dopo una lunga carriera maturata nelle strutture sanitarie lombarde. Ha ricoperto un analogo incarico all’Ats di Pavia dal gennaio 2019, prima ancora all’Asl di Bergamo (2011-2015), all’Ats di Bergamo (2016-2018) e all’azienda ospedaliera di Desenzano del Garda (2008-2010).

Nel ruolo di direttore amministrativo ha svolto la sua attività all’Asl di Mantova (2006-2007) e all’azienda ospedaliera San Carlo Borromeo di Milano, dove per tre anni ha diretto la struttura Provveditorato ed Economato.

Al Poma ha lavorato dal 1999 al 2003: è stata responsabile degli Approvvigionamenti, della Comunicazione e marketing e del servizio amministrativo della direzione sanitaria. Ha iniziato la sua esperienza nel 1987.

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