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Cochi Ponzoni interpreta Mazzolari a Bozzolo: chiusa la tre giorni dedicata a don Primo

Incontri su economia, educazione e sport. Tra i protagonisti anche l’atleta re del salto triplo Dellavalle

BOZZOLO. Coinvolgente recital, nella serata di sabato 11 settembre, di Cochi Ponzoni, l’attore che ha caratterizzato un’epoca insieme all’amico e sodale Renato Pozzetto.

Attore comico e goliardico, nessuno si aspettava la sua capacità di entrare in sintonia con il pensiero di don Primo Mazzolari, di cui ha fatto rivivere la vena poetica e il suo messaggio.

Non a caso il docente Enrico Garlaschelli, nel presentarlo ha parlato di “miracolo” di averlo a Bozzolo, subito disponibile a partecipare alla “tre giorni Mazzolariana” dopo aver letto i testi che gli aveva presentato assieme a Ildebrando Volpi, altro promotore dell’evento.

Cochi è intervenuto su alcuni scritti mazzolariani nella suggestiva cornice di una cascina, un’immagine di papa Francesco utilizzata a Bozzolo per descrivere don Primo insieme al fiume e alla pianura.

Accompagnato da efficaci inframmezzi jazz di Musicorchestra (contrabbasso, fisarmonica, armonica cromatica), Cochi è partito con alcuni brani di “Diario di una primavera” in cui Mazzolari, chiuso in una stanza della canonica, mentre le brigate nere lo pensano sui monti coi partigiani, vede il declinare dell’autunno 1944, quello dell’inverno e la primavera.

Tra il rombo dei bombardamenti lontani, il sorvolare degli aeroplani americani osserva incantato dagli scuri socchiusi l’arrivo della primavera, quasi avvertendo che l’uomo deve vivere in armonia con la natura. Poi la liberazione e la breve chiusura sulla complessità di vivere la libertà.

Nella seconda parte, tratta da “I Lontani”, Cochi nei panni di Mazzolari dice, rispondendo ad un prete della zona, che essere religiosi non è un qualcosa che si può facilmente schematizzare in una adesione, che magari può essere falsa. Ribadisce il criterio evangelico in cui vengono ribaltati i concetti del dentro e del fuori, riabilitando quanti sembrano increduli o indifferenti perché ogni esperienza ha una sua enigmaticità.

La chiusura è stata col proclama di Mazzolari “Noi ci impegniamo” nella società senza giudicare chi non lo fa tratta da “Impegno con Cristo”.

Una serata, insomma, percorsa dal pathos del relatore che ha fatto dire ad una cultrice come la maestra Bianca Mussini di non aver mai così tanto apprezzato don Primo, il suo messaggio e la sua poetica. La “3 giorni” dedicata a “L’uomo ritorna” si è chiusa domenica, dapprima nel giardino di Palazzo Casalini coi dialoghi sull’economia e sull’educazione insieme ai docenti Roberto Maier, Luca Fantacci e Barbara Rossi. Quindi, a seguire l’incontro sullo sport, all’oratorio, tra il giornalista Giulio Giovannoni e l’atleta Andrea Dellavalle, tra i big del salto triplo. 

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