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In arrivo quaranta afghani: 19 Comuni del Mantovano pronti ad accoglierli

Prima andranno nei centri della prefettura dove ci sono gli altri rifugiati. Si cercano anche 30 posti per minorenni dai 14 ai 17 anni non accompagnati

MANTOVA. Saranno circa 40 i profughi afghani destinati a Mantova. La conferma arriva dalla prefettura che si sta preparando ad accoglierli. Ancora non è stata definita la data del loro arrivo che dovrebbe, però, essere imminente. Si tratta di famiglie, con bambini, che saranno ospitate all’inizio nei centri di accoglienza straordinari già in funzione in provincia, quelli, per intenderci, che già danno alloggio agli immigrati approdati con i barconi sulle coste siciliane negli anni scorsi e poi smistati in tutt’Italia.

Per gli afghani la sistemazione nei Cas sarà provvisoria. Una volta che la prefettura avrà chiuso gli accordi con i Comuni che hanno già manifestato la loro disponibilità saranno trasferiti e inseriti nell’ambito della rete ex Sprar, oggi denominata Sai, Sistema di accoglienza integrata.

Intanto, per far fronte ai nuovi arrivi la prefettura sta contattando tutte le cooperative che già gestiscono i profughi per ottenere un aumento del 20% dei posti letto. Si tratta della quota in più fissata nell’ultimo bando del 2017 (quelli del 2019 andarono deserti, costringendo la prefettura a ricontrattare i termini economici del precedente). Ovviamente, non tutti saranno utilizzati subito, ma ci si prepara ad eventuali emergenze sempre dietro l’angolo quando si tratta di profughi. Anche per i posti in più le cooperative riceveranno circa 25 euro al giorno per ogni profugo. Per la cronaca, attualmente gli immigrati ospitati nei vari centri sono 340 (il dato della prefettura è riferito a venerdì scorso).

I Comuni disponibili ad accogliere gli afghani sono 19, compreso quello di Mantova. Quest’ultimo è pronto ad accoglierne una decina da inserire poi nell’ex Sprar grazie ad un progetto costruito su misura che avrebbe come obiettivo la loro integrazione nel tessuto socio-economico mantovano. Gli altri verrebbero smistati nei 18 Comuni in base agli accodi che ciascuno di loro stringerà con la prefettura.

Resta l’incognita dei fondi necessari a garantire l’accoglienza di quelle famiglie: a finanziare la loro permanenza temporanea nei centri di accoglienza sarà il Viminale, ma per farli entrare nel sistema ex Sprar occorre un decreto governativo che ne ampli la rete (adesso ne fanno parte il Consorzio progetto solidarietà, capofila, la Provincia, i Comuni di Mantova, San Giorgio Bigarello, Curtatone, Medole, Guidizzolo e Castiglione delle Stiviere e il piano di zona di Guidizzolo).

Nel frattempo, la prefettura ha anche emesso un avviso esplorativo per individuare gli operatori da invitare poi alla gara per l’affidamento del servizio di accoglienza di minori stranieri giunti in Italia non accompagnati.

La prefettura cerca 30 posti dal 1° ottobre prossimo al 30 giugno 2022. Si tratta di accogliere ragazzi dai 14 ai 17 anni nelle struttura temporanee del Mantovano a loro dedicate. A disposizione ci sono 364.500 euro. Si parte da un’offerta di 45 euro per ogni profugo per ogni giorno di accoglienza, ma gli operatori che saranno poi invitati alla gara dovranno fare uno sconto.

Il servizio di accoglienza sarà affidato a chi lo farà al prezzo più basso e con una proposta tecnica migliore (saranno valutati l’esperienza maturata nella gestione dei profughi e l’organizzazione complessiva del servizio). L’offerta economica peserà per il 30% nella valutazione finale, mentre quella tecnica per il 70%. Il termine per la presentazione delle offerte scade in questi giorni.

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