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Da lunedì via alla terza dose del vaccino, a Mantova coinvolte almeno 23mila persone fragili

Ferruccio Sacchiero

Il ministero ora deve definire chi rientra in questa categoria. Il presidente Fontana: «Immunità di gregge in Lombardia»

MANTOVA. «Siamo pronti. Dal 20 o 21 settembre saremo pronti a iniziare questa terza fase, rispettando le indicazioni che ci vengono da Roma di somministrazioni ai fragili e ai pluripatologici». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana in merito all’avvio della terza dose di vaccino anti-Covid. «Se poi sarà necessario estenderlo a tutta la popolazione siamo pronti», ha concluso il governatore.

Ma a quanto ammonta in provincia di Mantova questa platea destinata a breve e ricevere la terza dose del vaccino? In realtà non è ancora arrivata una definizione certa di “fragile”, in ogni caso se si usasse la stessa delle prime due dosi nel Mantovano sarebbero circa 23mila i soggetti che fanno parte di questa categoria. Ats e Asst sono in attesa che il ministero definisca nelle prossime ore la popolazione target che partirà con la terza iniezione.

Tornando al piano regionale «si inizierà – si legge in una nota della direzione Welfare di Regione Lombardia – dai pazienti trapiantati di organo solido e di cellule staminali ematopoietiche e si proseguirà con le altre categorie di pazienti immunocompromessi, come i pazienti in chemioterapia. In attesa della puntuale definizione della popolazione target da parte del ministero della Salute, l’unità di crisi di Regione Lombardia ha già definito le attività e le priorità per l’elaborazione del piano operativo per la somministrazione di dosi addizionali». Il piano sarà condiviso con le Ats, le Asst e le rappresentanze dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e delle farmacie.

Parte dunque il conto alla rovescia per l’avvio delle somministrazioni delle terze dosi di vaccino anti-Covid, il cui inizio è previsto dal 20 settembre, cominciando dai soggetti immunocompromessi. Questa la decisione presa nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo. Inizialmente in Italia sarà dunque coinvolta un platea di circa tre milioni di pazienti immunocompromessi. Tra loro, pazienti trapiantati, oncologici e con patologie autoimmuni. Subito dopo, ha indicato Speranza nei giorni scorsi, si procederà con gli altri soggetti fragili, gli ospiti delle Rsa e gli ultraottantenni.

Nel frattempo ieri Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare e vice presidente della Regione ha fatto sapere che la Lombardia ha raggiunto l’obiettivo fissato da Figliuolo dell’80% della propria popolazione con più di dodici anni con vaccinazione completa. «Siamo la prima regione – ha scritto su Twitter la Moratti – ad arrivare a questo traguardo».

«Un traguardo importante che ci fa sentire più tranquilli – ha aggiunto poco dopo il presidente Fontana – considerato che per la maggior parte delle infezioni sopra tale soglia si comincia a parlare di immunità di gregge».

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