Droga: arrestato il nipote del boss, abitava a Castiglione

Francesco Suriano, 42 anni, preso  in Calabria. Si era trasferito nel 2018 con la compagna in via Bonaparte

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Aveva scelto Castiglione come porto sicuro, vicino a membri della famiglia che vivono qui da tempo e lontano dai fari degli investigatori. È una delle 57 persone finite in carcere con l’accusa di traffico internazionale di droga, Francesco Suriano, calabrese di Amantea, 42 anni, nipote del boss Tommaso Gentile, capo indiscusso dell’omonima ‘ndrina.

Dal 2018 con la compagna si era trasferito, ufficialmente, in via Napoleone Bonaparte, a Castiglione, mantenendo tutti i legami e il business in Calabria, dove la guardia di finanza di Catanzaro e lo Scico delle Fiamme gialle lo hanno prelevato  all’alba di martedì 14 settembre nella sua casa di Amantea. È considerato uno degli esponenti di un’organizzazione collegata alla criminalità reggina dedita all’importazione di cocaina al nord-Europa e dalla Spagna.

Le indagini avrebbero dimostrato che tra i rosarnesi e le altre associazioni criminali si era creata una vera e propria sinergia; spesso le ingenti partite di stupefacente partivano dalla Calabria per approvvigionare i vari acquirenti, e questi ultimi, a volte, ricambiavano il favore provvedendo a rifornire di stupefacente gli stessi rosarnesi. Studiando e decifrando le loro comunicazioni, è stato possibile trarre indicazioni sul modo di operare dell’organizzazione, identificarne i componenti e i complici e ricostruire precisamente i loro movimenti. Nel corso delle indagini, sono stati arrestati 10 corrieri di droga e sequestrati circa 80 chili di cocaina, che una volta immessa in commercio avrebbe fruttato all’organizzazione più di 4 milioni di euro, oltre che svariati chili tra marijuana ed hashish.

È stato emesso anche un sequestro preventivo d’urgenza di beni, per un valore complessivo di oltre 3,7 milioni di euro, costituito d: fabbricati, società e relativi complessi aziendali, automezzi e numerosi rapporti bancari e finanziari in Calabria, Sicilia, Puglia, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte. A questo proposito, qualche anno fa nei confronti di Suriano, condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare la cosca mafiosa Lanzino-Patitucci di Cosenza, era stato disposto dalla Dda di Catanzaro un provvedimento di confisca di beni, il cui valore complessivo era stimato in un milione e duecentomila euro.

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