Ampliamento della Biopig a Schivenoglia: il parere tra 10 giorni

Il 16 settembre la conferenza dei servizi sul progetto di riqualificazione della ex latteria: il numero dei suini arriverebbe fino a 4mila

SCHIVENOGLIA. La conferenza dei servizi sul progetto di riqualificazione della ex latteria di Schivenoglia si è conclusa con un rinvio. Ora la palla è in mano all'Agenzia tutela della salute che si è presa dieci giorni per dare il parere definitivo.

La conferenza si è svolta la mattina del 16 settembre nell'ambito del procedimento per il rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale per l'ampliamento dell'allevamento di Biopig, e a richiedere l'Aia era stata la stessa azienda. La questione va avanti ormai da un anno e mezzo: l'azienda, che fa capo a Luigi Cascone, sta riqualificando l'impianto fatiscente della ex latteria.

Con la nuova struttura il numero dei suini allevati aumenterà potenzialmente dagli attuali 900 fino a un massimo potenziale di 4mila. Il comitato Gaeta da subito aveva alzato le barricate, ritenendo non lecita la decisione della Provincia di non sottoporre il progetto a Valutazione d'impatto ambientale.

Il nodo contestato è l'aumento della portata di capi di bestiame che raggiungerà la struttura. A detta del comitato la Provincia non avrebbe considerato correttamente l'aumento numerico, basando i suoi rilievi su dati non corretti. Il Comitato ha fatto ricorso al Tar, ricorso a tutt'oggi pendente. Nel frattempo è stato avviato il procedimento per il rilascio dell'Aia.

Alla conferenza erano presenti tutti gli enti interessati ed è intervenuto anche il comitato, ribadendo le istanze che porta avanti dall'inizio della vicenda e invitando tutti a tenere in grande considerazione i dati che fotografano la situazione del territorio. Dati che sono stati richiamati anche nella risposta della Commissione europea all'interrogazione dell'europarlamentare di Europa verde Eleonora Evi sul tema, in particolare sull'esclusione della Via.

La commissione ha richiamato la normativa prevista dalle direttive europee, cui gli stati membri devono adeguarsi. E ha fatto riferimento anche alle direttive relative alle emissioni in atmosfera sia di ammoniaca, sia di particolato da fonti secondarie in aree, come il mantovano, in cui i valori del particolato superano la soglia limite per tempi superiori a quelli consentiti nell'arco dell'anno.

Adesso tutti gli occhi sono puntati sull’Ats che dovrà esprimersi definitivamente, un primo parere era già stato emesso, ma l'Agenzia ha ora chiesto 10 giorni per riflettere sui dati ed esprimersi sulle questioni relative alla salute di sua competenza.

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