Un polo territoriale di giustizia riparativa a Mantova per dare alternative al carcere

L’assessore al Welfare Caprini: «Potrebbe essere a Colle Aperto negli spazi di Libra». Previsto uno sportello d’ascolto per le vittime dei reati

MANTOVA. Un’occasione offerta sia alle vittime per superare il trauma subìto con il reato, che ai diretti responsabili per pagare il loro debito e riconciliarsi con la società. È il sistema della giustizia riparativa che il Comune di Mantova intende seguire con uno specifico progetto da sottoporre poi alla Regione per ottenere un finanziamento a fondo perduto stimato per ora in 59.171 euro.

È quanto prevede una delibera di giunta per l’adesione a un bando del Pirellone e da cui deriva il successivo avviso, emesso da Via Roma, per la ricerca di almeno due partner con cui mettere a punto la proposta.

La giustizia riparativa, secondo la definizione dell’Onu e ripresa anche dall’Unione Europea in una specifica direttiva, è «qualunque procedimento in cui vittima, anche una comunità, e reo partecipano attivamente insieme alla risoluzione delle questioni emerse dall’illecito, generalmente con l’aiuto di un facilitatore». Va precisato che i reati per i quali può innescarsi il meccanismo sono quelli che prevedono pene alternative al carcere. Per esempio, furti e reati stradali come omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza. Al centro di tutto stanno sempre le vittime: nei programmi di giustizia riparativa partecipano, uno accanto all’altro, la vittima e l’autore del reato per risolvere assieme le questioni sorte con l’illecito penale, coinvolgendo anche la collettività.

«Daremo continuità ad un progetto precedente che riguardava soprattutto i minori coinvolti in reati» spiega l’assessore al Welfare Andrea Caprini. Che aggiunge: «Chi ha commesso un reato deve riparare il danno causato, e ricucire un rapporto con la società che si è sfilacciato, attraverso percorsi educativi alternativi al carcere». Il Comune è già impegnato in un progetto simile che si chiama “mediazioni” e che riguarda perlopiù minorenni in carcere. Ha anche già attivato, nei mesi scorsi, uno sportello generalista per qualsiasi tipo di reato (tranne i più gravi) e di vittime, a cui si possono rivolgere tutti; per esempio, la vittima di un furto in casa per superare il trauma psicologico e per avere assistenza legale.

Il progetto a cui punta adesso il Comune prevede l’istituzione di un polo territoriale per la giustizia riparativa che lavori d’intesa con il Centro di mediazione penale e giustizia riparativa di Brescia e offra una serie di servizi. Primo tra tutti lo sportello di ascolto e supporto delle vittime. Quel polo territoriale sarà «un luogo fisico e anche virtuale per superare le reticenze iniziali – spiega Caprini – che potrebbe trovar posto nello spazio dell’associazione Libra a Colle Aperto dove abbiamo già in corso una sperimentazione».

I tecnici ingaggiati dal Comune (mediatori penali-facilitatori, assistenti sociali, educatori professionali, esperti legali, criminologi, psicologi) metteranno poi a punto dei programmi di giustizia riparativa, oltre ad attivare sperimentazioni nelle scuole coinvolgendo i giovani e svolgere opera di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Il polo territoriale dopo aver dato sostegno e ascolto alle vittime invierà il caso al Centro di giustizia riparativa e mediazione penale per la trattazione approfondita e svilupperà, di concerto con il Centro, i programmi di intervento a carattere riparativo, attivando gli enti del territorio.

Il Comune ha previsto un iter veloce per formulare il progetto. Entro il 21 settembre riceverà le manifestazioni di interesse da parte dei partner. Le domande verranno esaminate immediatamente e tra il 23 e il 24 settembre saranno convocati i soggetti ritenuti idonei per cominciare a lavorare insieme. Entro il 30 settembre bisognerà avere pronto il progetto, della durata di 24 mesi, da inviare in Regione.

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