Emma, la nonna pellegrina mantovana: «Un esempio di donna libera»

vin.brun@gmail.com

Una messa e un convegno, a Castiglione delle Stiviere, per ricordare la “nonna pellegrina”, e cioè Emma Morosini che, nel 2020, come ha ricordato il parroco monsignor Gian Giacomo Sarzi Sartori, «ha terminato il suo cammino».

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Una messa e un convegno, a Castiglione delle Stiviere, per ricordare la “nonna pellegrina”, e cioè Emma Morosini che, un anno fa, come ha ricordato il parroco monsignor Gian Giacomo Sarzi Sartori, «ha terminato il suo cammino». La Morosini, che era ormai nota in tutto il mondo per le sue imprese, e cioè i suoi lunghi pellegrinaggi a piedi intrapresi all’età di 70 anni per onorare un voto fatto alla Madonna, è stata ricordata, in apertura, con un filmato di una sua apparizione in televisione a Sat2000. Qui, in compagnia di Licia Colò, la Morosini aveva rivissuto le immagini del pellegrinaggio in Argentina quando il Sud America ha imparato ad amarla.

Oltre oceano, dunque, la piccola nonna castiglionese aveva conquistato le popolazioni di Argentina prima e, poi, nel 2017, quelle del Messico e del Brasile, per altri due viaggi che sono raccontati nel volume "Vovò Emma. In pellegrinaggio tra Messico e Brasile" (ed presentARTSì), curato da Francesco Iengo.

«Amava farsi chiamare l'asinello di Dio, altre volte è stata accolta come “Buona pellegrina, angelo della nostra gente” - ricorda monsignor Gian Giacomo Sarzi Sartori - qualcuno l'ha anche definita pellegrina del sacco a pelo. In realtà lei amava definirsi semplicemente “pellegrina”. Il tema del cammino come pellegrinaggio è stato segno distintivo della sua vita. Era pellegrina e donna con una profonda spiritualità che è stata in piena sintonia con la vita cristiana che è sempre camminare dietro Gesù».

Il vescovo di Mantova Marco Busca, presente al convegno prima di celebrare la messa in Basilica, ha voluto ricordare che «Emma era bassa di statura e grande di spirito. E il motivo fondamentale credo che sia perché era una donna libera da se stessa; non preoccupata di sé, e non preoccupata di quello che la cultura che respiriamo invece chiede, e cioè che ci concentriamo su di noi stessi. Lei non era mai preoccupata di far bella figura e di aver successo. Solo chi è libero da se stesso riesce ad essere libero di essere se stesso e di realizzare quello che lei ha sentito come una vocazione, una chiamata».

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