Mantova, i nuovi proprietari dell’ex lago Paiolo decisi a costruire

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L’intenzione comunicata con le osservazioni al Pgt Il Comune: aspettiamo la Regione sulla Riserva naturale

Sandro Mortari

Dopo più di due mesi dall’acquisto i nuovi proprietari dell’area edificabile nell’ex Lago Paiolo, tra l’omonima strada e via Trincerone di fronte all’ospedale Poma, si sono fatti vivi con il Comune. Per far sapere alla cittadinanza le loro intenzioni hanno scelto le osservazioni alla variante al piano delle regole e a quello dei servizi dell’attuale Pgt. Al Comune la società veronese Imprendo srl, del gruppo immobiliare Toffalini&Toffalini, ha inviato una lettera in cui ha esplicitato le sue intenzioni su quei 96mila metri quadrati acquistati per 512mila euro assieme al piano attuativo Nuovo ospedale, e alla relativa convenzione urbanistica, che prevede la realizzazione di case, negozi, uffici e un parcheggio al servizio del vicino ospedale. «Noi costruiremo» ha comunicato la società al Comune. Quel piano scadrà nel gennaio 2022 ma il Governo, a causa del Covid, lo ha prorogato di tre anni (è la seconda proroga triennale data da un Governo). Quindi, secondo Imprendo c’è tutto il tempo per realizzare quanto previsto. Anche se bisogna rifare la valutazione di impatto ambientale già scaduta e se su quel terreno pende la richiesta in Regione di Comune e Parco del Mincio di trasformarlo in riserva naturale.

La presa di posizione di Imprendo non è arrivata del tutto inaspettata in via Roma, anche se si è rimasti sorpresi per lo strumento usato: le osservazioni alle modifiche al Pgt (tutte quelle pervenute sono state discusse ieri in commissione territorio). L’assessore all’urbanistica Andrea Murari, tramite e i tecnici del Comune, ha effettuato le verifiche del caso e ha constatato che Imprendo aveva tutte le ragioni per voler costruire nell’ex Paiolo. La risposta, però, del Comune, comunicata ieri da Murari in commissione, è una prima barricata posta a protezione di quel sito che custodisce biodiversità floreali e animali di grande interesse scientifico. Nella risposta Via Roma ha, infatti, ricordato che la valutazione di impatto ambientale su quell’area è già scaduta e che, quindi, bisognerà rifare completamente la procedura (e non sarà semplice nemmeno se il piano sarà ridimensionato, visto quanto è costata quell’altra in termini di tempo e di polemiche). Non solo. Il Comune ha ricordato che Arpa ha chiesto la caratterizzazione di tutta l’area (96.224 metri quadrati per la precisione) dato che nei terreni vicino al canale Paiolo già nel 2014 aveva riscontrato una potenziale contaminazione da mercurio, arsenico e idrocarburi.

A questo punto diventa dirimente l’atteggiamento che la Regione avrà nei confronti della richiesta di riserva naturale. Se l’accoglierà, il piano salterà; altrimenti sarà il via libera a ruspe e cemento.

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