Zacchi: commissario? Poggio Rusco si fermerà

Per il sindaco uscente: «Tante cose ancora da completare». Ma per molti non votare significa costruire una alternativa

POGGIO RUSCO. Domenica 3 ottobre alle urne i cittadini troveranno solo la lista guidata dal sindaco uscente Fabio Zacchi che ha come unico avversario l’astensionismo. Infatti l’antagonista con cui si sta misurando Zacchi è il quorum. É il rischio con cui si deve misurare ogni candidato che affronti una corsa solitaria per il Comune, anche se a Poggio questa è la prima volta. Perché le elezioni siano valide va considerato il numero degli aventi diritto al voto, a Poggio sono 5.619, e si detraggono gli Aire (residenti all’estero), 856. Restano 4.763 elettori e, perché sia valido il voto, di questi si deve recare alle urne il 40%, ovvero 1.905. Se si raggiunge questo quorum, scatta il conteggio dei voti validi che devono essere il 50% più uno dei votanti cioè 953.

Nella scorsa tornata elettorale Zacchi prese 1.165 voti. Quindi partendo da quei numeri gli mancherebbero 740 persone che deve riuscire a portare alle urne per arrivare a 1.905 votanti. Nel caso in cui il quorum non venisse raggiunto il Comune verrebbe affidato a un commissario prefettizio, un funzionario della prefettura che garantirebbe il funzionamento della macchina amministrativa. Il commissario resterebbe fino alla successiva tornata elettorale, secondo le norme, ovvero, con tutta probabilità, fino alla primavera del 2022. Ipotizzando che le elezioni possano essere tra la fine di maggio e l'inizio di giugno, come previsto dalla legge, il commissario resterebbe per circa otto mesi.

«Il commissario però garantirebbe solo l'ordinaria amministrazione, bloccando di fatto il paese, non potendo prendere alcuna iniziativa – dice Zacchi nel suo appello al voto – e questo in una situazione molto delicata, quella post Covid e coi fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che richiede decisioni e iniziativa. Perciò serve un'amministrazione legittimata». Ma in paese c'è anche chi vedrebbe diversamente l'arrivo del commissario: «Le prossime elezioni – dice il gruppo Poggio che cambia – saranno in qualche modo un referendum: se andrà a votare più del 40% degli aventi diritto l’attuale sindaco sarà confermato, altrimenti ci sarà un commissario. Chi non si sente in linea con le scelte dell’attuale amministrazione può trovare scelta valida non recarsi alle urne. Conosciamo bene cosa hanno voluto dire per Poggio gli ultimi mandati dell’attuale amministrazione, di certo non si fermerà il paese qualora dovesse arrivare un commissario, come qualcuno paventa. Nessun invito al disimpegno civile, anzi. Un commissario richiederebbe l’apporto fattivo di tutti e ascolterebbe tutte le voci, cosa che in questi 5 anni è mancata».

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