Mafie sempre più diramate in Italia e all’estero: la parola a Nando dalla Chiesa

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Ultimi giorni di eventi per la settima edizione di “Raccontiamoci le mafie”, la rassegna culturale organizzata dal Comune di Gazoldo in collaborazione con Avviso Pubblico. Sabato appuntamento con il docente dell’Università Statale di Milano e  con Rocco Sciarrone docente dell’Università di Torino

MANTOVA. Ultimi giorni di eventi per la settima edizione di “Raccontiamoci le mafie”, la rassegna culturale organizzata dal Comune di Gazoldo in collaborazione con Avviso Pubblico che si chiude domenica. Oggi, sabato 2 ottobre, sono in programma due appuntamenti nella villa comunale di Gazoldo degli Ippoliti. Nel pomeriggio alle 17 interverranno Nando dalla Chiesa, docente dell’Università Statale di Milano e Rocco Sciarrone, docente dell’Università di Torino che affronteranno il tema della nazionalizzazione e internazionalizzazione delle mafie. Modera l’incontro Federico Lacche, direttore di Libera Radio.

A seguire alle 21 si terrà la presentazione del libro “Il giudice giusto, Rosario Livatino” con l’autore Toni Mira, giornalista di Avvenire intervistato da Giovanni Telò, storico e giornalista. L’evento di chiusura della rassegna si terrà domani (ore 17, villa comunale di Gazoldo degli Ippoliti) e vedrà la partecipazione di Giuliano Turone, giudice emerito della Corte di cassazione e autore del libro “Italia occulta”.

Intanto ieri all’istituto Manzoni di Suzzara gli studenti hanno incontrato lo scrittore Riccardo Guido e in serata a Gazoldo all’incontro su massoneria deviata e mafie sono intervenuti il giornalista britannico John Dickie, docente University College London, insieme al procuratore di Lagonegro Gianfranco Donadio e al giornalista Ferruccio Pinotti.

Nei giorni scorsi la rassegna ha proposto un focus sul tema della corruzione moderato da Paolo Biondani giornalista de L’Espresso. Il professor Alberto Vannucci, partendo dalla presentazione del suo libro “La corruzione come sistema. Meccanismi, dinamiche, attori” scritto con Donatella della Porta, ha affermato che «oggi siamo invece di fronte a un sistema di corruzione che non solo è organizzato, ma anche policentrico e pertanto ancor più difficile da scalfire con le azioni della magistratura. Pertanto è fondamentale favorire nella pubblica amministrazione una cultura della legalità affinché il potere pubblico non venga mai piegato agli interessi privati dei singoli».

Proprio su questo aspetto è intervenuto Paolo Giacomazzo, consigliere dell’Autorità nazionale Anticorruzione che ha illustrato il ruolo dell’Anac: «Il nostro compito – ha spiegato – non è cercare i corrotti, ma attivare quei meccanismi che impediscano all’interno delle pubbliche amministrazioni lo sviluppo di fenomeni corruttivi. In particolare stiamo lavorando sul potenziamento di una banca dati di tutti gli appalti pubblici che ci permetta di incrociare i dati delle varie pubbliche amministrazioni, realizzando un fascicolo elettronico degli operatori economici».

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