Urne aperte per i sindaci, al voto 30.971 mantovani

Sette i Comuni coinvolti, da eleggere anche 80 consiglieri. Si vota domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Non serve il green pass

MANTOVA. Quasi 31mila cittadini, grossomodo un decimo dell’intero corpo elettorale, sono chiamati oggi e domani ad esprimere il proprio voto per eleggere direttamente sette sindaci e rinnovare la composizione di altrettanti consigli comunali. Un test importante sul piano della tenuta e della partecipazione per un esercizio fra i più alti della democrazia, con i cittadini ad esprimersi senza intermediari, ma che nel tempo ha subito i contraccolpi della disaffezione alla politica e, non ultimo, della pandemia che ha spostato la gerarchia dei valori e creato distanze sociali.

Geograficamente il voto abbraccia l’intera provincia: dalla Bassa, con i Comuni di Poggio Rusco, Quistello, San Benedetto Po, all’Alto Mantovano, con Guidizzolo, Redondesco ed Acquanegra, all’Ovest con Marcaria. In nessun caso si superano i 15mila abitanti e quindi si voterà a turno unico, senza ballottaggio.

Particolarità del turno elettorale, la riproposta al voto di sei sindaci su sette. Solamente Quistello ha il cambio obbligato poiché l’uscente, Luca Malavasi, ha completato il secondo mandato consecutivo e non si può ripresentare. In due casi, a Redondesco e, a sorpresa, a Poggio Rusco, vi sarà una sola lista. In questo caso la legge prevede che il voto sia valido se si reca almeno il 40% degli elettori residenti in Italia e, una volta espresso il voto, questo sia in maggioranza valido. Circa il 14% degli elettori abita all’estero ed è iscritta della speciale lista degli Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero). Il record spetta a San Benedetto Po, con 1.585 iscritti.

Il meccanismo elettorale prevede l’elezione diretta del sindaco. Vince chi ottiene più voti. In caso di parità fra due candidati, si rivota fra i primi due arrivati dopo quindici giorni. Nei cinque Comuni più grandi, il consiglio comunale sarà composto da 12 membri, nei più piccoli (Acquanegra e Redondesco) da 10. Alla maggioranza spettano i due terzi dell’assemblea, il rimanente all’opposizione: rispettivamente 8 e 4 nei Comuni più grandi e 7 e 3 in quelli minori . Ottanta i consiglieri da eleggere e 161 i candidati in corsa, ai quali si aggiungono i 14 candidati sindaci. I consiglieri si scelgono indicando una preferenza nei Comuni sotto i 5mila abitanti, oppure due (di genere diverso) sopra i 5mila,

Ieri si sono insediati i seggi e le liste, come tradizione, hanno sospeso la campagna elettorale, anche se oggi le norme, nell’impossibilità di controlli e sanzioni, chiudono un occhio per gli interventi sul web. Non è ammessa comunque ogni tipo di propaganda in un raggio di 200 metri dalle sedi di voto sia oggi che domani. Sempre domani, subito dopo la chiusura, inizieranno le operazioni di spoglio.

Si vota, come sempre, avendo con sé al seggio, la propria tessera elettorale ed un documento di riconoscimento valido. Non serve il green pass perché il voto è un “diritto-dovere”, ovvero vi è un obbligo civico. Serve però indossare la mascherina e rispettare il distanziamento.

Il test elettorale ha contenuti politici limitati. Solo ad Acquanegra vi è una lista con simboli di partito. In tutti e i casi, come da tempo accade per le comunali, si tratta di civiche alle quali le formazioni organizzate del consenso danno il proprio benestare. Anche se le aree di appartenenza sono spesso sfumate, nondimeno porteranno probabilmente ad attribuzioni lunedì a spoglio chiuso, da parte dei partiti. Importante sarà testare la tenuta delle urne, metodo che nel tempo ha visto l’emorragia dei votanti: uno su tre, cinque anni fa, ha lasciato ad altri la scelta. Gli occhi saranno puntati lunedì anche su quell’asticella.

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