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Gronda nord, si riparte La grande incompiuta adesso intravede la fine

La Provincia mette in programma l’ultimo tratto dell’opera Una vera rivoluzione per la viabilità. Una storia lunga 20 anni

RICCARDO NEGRI
1 minuto di lettura

VIADANA

Nel programma triennale delle opere pubbliche, la Provincia ha inserito l’avvio dell’iter per il completamento della Gronda Nord all’annualità 2023. Sarà un investimento da 7 milioni 100mila euro, finanziato coi fondi del cosiddetto “Piano Lombardia” (le risorse stanziate nei mesi scorsi dalla Regione per sostenere la ripresa economica dopo la pandemia). Il tratto di strada che dovrà essere realizzato unirà le due aree produttive del capoluogo, il Fenilrosso e la Gerbolina, e soprattutto consentirà di sfruttare appieno le potenzialità della strada a scorrimento veloce Viadana-Casalmaggiore: col completamento della Gronda, il traffico di scorrimento e la viabilità maggiore taglieranno fuori tutti i centri abitati compresi tra Viadana, Casalmaggiore e Sabbioneta, con conseguenti benefici per l’economia e l’ambiente.

I primi protocolli d’intesa per la realizzazione della Gronda Nord nella sua interezza risalgono ormai a una ventina d’anni fa; e la realizzazione del tronco mancante, il terzo, è da tempo invocata da cittadini, forze politiche e categorie economiche. Se tutto andrà per il verso giusto, considerando i tempi necessari per la gara d’appalto e per i successivi lavori, l’opera potrebbe essere verosimilmente completata nell’arco dei prossimi quattro-cinque anni.

Il secondo tratto della Gronda Nord (Quattrocase-Fenilrosso) era stato aperto al traffico quattro anni fa, il 15 ottobre 2017. All’epoca la realizzazione del tratto finale sino alla Gerbolina era allocata, nel Programma delle opere pubbliche di competenza provinciale, all’annualità 2019; in quel momento erano però disponibili solo un milione e 300mila euro di risorse certe, stanziate dalla Provincia stessa, nella speranza che la Regione integrasse lo stanziamento. In questi anni non sono mancate le polemiche tra i due enti, relative a presunti ritardi nel fare la propria parte per il completamento dell’opera.

L’inaugurazione del primo tratto realizzato di Gronda Nord (Casalmaggiore-Quattrocase, la cosiddetta “bretellina di Vicomoscano”) risale invece al 2009. L’opera in questione non fu probabilmente realizzata a regola d’arte, a causa forse dell’utilizzo di troppa sabbia rispetto alla ghiaia nella sezione intermedia del sottofondo: già dopo il primo inverno il manto stradale cominciò velocemente a deteriorarsi, e oggi il fondo è completamente punteggiato da buche ed avvallamenti pericolosi. Nel dicembre scorso sono stati effettuati interventi di rattoppo, peraltro poco risolutivi. In questo caso, la Regione col “Piano Marshall” ha stanziato 880mila euro in favore del Comune di Casalmaggiore: risorse che serviranno al completo rifacimento della strada. L’intervento dovrebbe iniziare nel 2022.RICCARDO NEGRI

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