Il Pd si aggrappa all’esito di Quistello:«Queste elezioni hanno un segno più»

Marcheselli soddisfatto, ma lo preoccupa l’alta astensione. «E trovare aspiranti sindaci è dura: servono altre condizioni»

MANTOVA.«Guardiamo ai numeri: siamo riusciti a essere presenti in cinque comuni dei sette nei quali si votava. Erano tutti municipi in mano al centrodestra, mentre ora abbiamo vinto a Quistello. Dunque, se tiriamo una riga, per noi queste elezioni hanno un segno più». Marco Marcheselli, segretario provinciale del Pd, trova la chiave per potere leggere i numeri di questa tornata elettorale come un passo in avanti per il partito che rappresenta. Una conquista dalla quale ripartire, magari guardando con maggiore convinzione alla Bassa e al Destra Secchia, area tradizionalmente rossa ma da qualche tempo terra di conquista del fronte moderato.

«Una grande vittoria, Quistello, sono molto contento. Gli elettori hanno premiato un modo trasparente di fare politica, e una persona che generosamente ha dato la propria disponibilità per cercare di cambiare il modo di amministrare il paese. Nonostante Gloriana Dall’Oglio sia una donna di centrosinistra, segretaria del nostro circolo, sono sicuro che sia riuscita a intercettare voti andando oltre il proprio campo politico». Per Marcheselli, invece, « ha perso chi non ha capito che una storia politica era ormai alla fine. Certo, ci sono stati problemi con il cambio di aspirante sindaco, ma personalmente non avrei mai accettato di fare il candidato in un gruppo in cui ci sono due ex sindaci».

Certo, se quello di Quistello è un risultato storico, non si può dire che i Dem non abbiano registrato altrove note dolenti, in questa tornata elettorale. A partire da due comuni, Poggio Rusco e Marcaria, nei quali cinque anni fa avevano perso di un soffio, e il cui elettorato stavolta si è spostato decisamente a destra. A Poggio il sindaco uscente, Fabio Zacchi, ha raddoppiato i voti di cinque anni fa; a Marcaria il primo cittadino Malatesta è arrivato a oltre il 70%. A Poggio è mancata persino la forza di mettere in piedi o appoggiare una lista, e manca anche un circolo. A Marcaria il circolo c’è e ha contribuito a far nascere la civica #Marcaria2021. Ma quanta fatica per trovare il candidato sindaco.

«Il punto è proprio questo – dice Marcheselli – è sempre più difficile trovare persone disposte a fare il sindaco: si guadagna poco, ci sono tante responsabilità, basta una firma sbagliata e si va nei guai per un errore magari commesso da un funzionario, sul piano privato ci si rimette tempo, spazio nella sfera personale, e ci sono anche potenziali ripercussioni negative sul lavoro». Per Marcheselli «bisogna cambiare qualcosa», nelle regole che fissano onori e oneri dei primi cittadini.

Una riflessione, questa, che si accompagna a una seria considerazione sul dato dell’affluenza alle urne. Anche questa tornata elettorale ha fatto registrare un passo in avanti per l’astensione: «Un dato che fa riflettere: non bisogna guardare solo a chi ha vinto e a chi ha perso».

L’analisi delle sconfitte di questo voto riserva una tappa anche a San Benedetto: «Quando si fanno due liste di sinistra non è mai una bella cosa. Certo sono stati bravi, quelli di Insieme, hanno drenato tanti nostri voti facendo breccia soprattutto sui giovani». Poi si va nell’Alto Mantovano dove, però, le aspettative già alla vigilia non erano alte: «A Guidizzolo era una partita difficile: abbiamo sostenuto un candidato giovane per garantire almeno un’alternativa di sinistra. Ad Acquanegra abbiamo tentato un’operazione ampia, aprendo al fronte moderato: non è andata bene». Un trionfo della Lega, che potrà spendersi nei rapporti di forza tra partiti? «La Lega è forte e radicata nell’Alto Mantovano. Altrove, lo abbiamo visto a Quistello, qualcosa è cambiato».

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