Pd di Mantova verso il congresso, Campisi possibile segretario

L’assemblea ha stabilito che la data del congresso sarà il 27 novembre (un sabato): questo significa che le candidature a segretario dovranno pervenire entro il 13 del mese prossimo

MANTOVA. Il Pd di città si avvia a congresso per rinnovare il segretario e gli organi dirigenti. Al momento non ci sono proposte ufficiali per l’incarico di guida. Le indiscrezioni che circolano sull’argomento, tuttavia, indicano nell’attuale capogruppo in consiglio comunale, Matteo Campisi, il probabile candidato.

L’iter congressuale è iniziato l’altra sera con la riunione dell’assemblea cittadina degli iscritti, durante la quale il segretario uscente Giovanni Pasetti ha fatto un rendiconto del suo mandato iniziato nel giugno del 2018. All’epoca anche Pasetti era capogruppo nel consiglio di via Roma.

L’assemblea ha stabilito che la data del congresso sarà il 27 novembre (un sabato): questo significa che le candidature a segretario dovranno pervenire entro il 13 del mese prossimo. Anche se nulla si può escludere a priori, sembra piuttosto improbabile che si assisterà a una competizione tra due o più candidati. Inutile negare che negli ultimi anni il dibattito all’interno del partito mantovano, non solo a livello comunale, non è stato particolarmente vivace. Ha visto però momenti intensi, come la vicenda che ha portato alla nascita del partito di Matteo Renzi e soprattutto l’organizzazione della campagna elettorale per le comunali dello scorso anno, conclusasi con la schiacciante vittoria del dem Mattia Palazzi sul candidato del centrodestra.

Nell’incontro di martedì sera le voci intervenute nel confronto hanno fatto appello all’unità interna che peraltro, quantomeno a Mantova, non sembra essere in discussione.

Campisi, consigliere comunale con lunga esperienza, assolutamente in linea con l’amministrazione Palazzi, sembra essere uno dei candidati adeguati a questo momento storico dei dem locali. Non c’è dubbio che, come avviene in varia misura nelle federazioni di tutta Italia (e certo non solo nel Pd), sia il sindaco la figura forte all’interno del partito.

D’altronde con il risultato elettorale record dello scorso anno, è logico che all’interno del partito si sia creata una forte compattezza di consensi attorno alla sua figura. In questa fase, perciò, il confronto interno al Pd cittadino non sembra mostrare sintomi di possibili future contrapposizioni congressuali.

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