Richieste per mezzo milione per i danni del nubifragio

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Inoltrate al Comune di Curtatone 125 segnalazioni, quasi tutte da privati cittadini. Ma i risarcimenti saranno dimezzati: le masserizie non vengono calcolate

CURTATONE. Sono 125 le richieste di risarcimento danni, presentate al Comune di Curtatone, da privati e attività produttive colpiti dall’alluvione di mercoledì scorso, il 6 ottobre. Danneggiate prevalentemente le abitazioni private, 119; 6 invece le aziende o locali commerciali che hanno inviato la segnalazione.

In totale è stato presentato un conto da 515.757 euro. Ma, secondo quanto anticipa il Comune, in base alle indicazioni fornite dalla Regione, più o meno la metà dei danni sarà risarcita, «perché le masserizie, intese come mobili, auto o altri beni mobili, non sono contemplate nel risarcimento, in quanto dovrebbero essere oggetto di assicurazione privata» precisa l’assessore ai lavori pubblici Luigi Gelati.

Le domande di risarcimento erano da presentare al Comune via mail all’ufficio tecnico oppure attraverso il numero delle emergenze attivo H24 (377 0900744) entro la mezzanotte di domenica 10 ottobre.

Il totale delle richieste arrivate è 125: 18 quelle pervenute attraverso il numero di emergenza, tutte le altre via mail. Tre quelle inoltrate fuori tempo massimo.

I danni riguardano un po’ di tutto: dalla struttura muraria del garage o dello scantinato, i muri esterni da ritinteggiare, recinzioni da ridipingere o giardini da rifare. E poi tante tante masserizie: elettrodomestici, motorini, auto, mobili che vengono tenuti in garage.

Il risarcimento - se e quando verrà concesso dopo attento esame da parte dei tecnici incaricati dalla Regione - riguarda però le strutture: quindi, su una cifra complessiva di 515.757 euro (473mila da privati e 43mila da imprese), 240mila circa non potrà essere evaso perché dato masserizie, quindi “non assimilabile”.

Il Comune ha già preso contatto con la Regione per la richiesta di stato di calamità; queste richieste sono una prima stima dei danni; seguiranno più approfondite perizie, quindi mesi di lavoro e attesa.

Il forte acquazzone con i relativi allagamenti ha toccato - come già abbiamo raccontato - in particolare le frazioni di Levata, San Silvestro e Montanara. Le vie in maggior sofferenza via Levata, nei pressi del cimitero, via Gementi, dove c’è la Casa del Sole, via Molino e via Amendola.

L’intensità eccezionale della pioggia (100 millimetri in meno di due ore, cioè un sesto delle piogge annuali) unita ad un impianto fognario ormai obsoleto e insufficiente e alla difficoltà di tenere pulito qualcosa come novemila caditoie, ha trasformato in pochi minuti le strade in torrenti, i garage e gli scantinati in piscine.

«Un evento di portata straordinaria - avevano spiegato in Comune - Nessun impianto fognario può reggere l’urto di queste bombe d’acqua».

Studi di fattibilità da parte di Aqa-Tea, ente gestore, sono già in corso, ma servirà molto tempo e molte risorse prima di avere una rete fognaria perfettamente idonea in tutto il territorio. 

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