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Blitz serale, controlli straordinari a Mantova in stazione e giardini

Quindici pattuglie tra polizia, carabinieri, Finanza e Locale Oggi l’interrogatorio del 22enne accusato di omicidio

Un servizio straordinario di perlustrazione e controlli è scattato ieri sera intorno alle 21 a Mantova in zona stazione ferroviaria, giardini Tazio Nuvolari, corso Vittorio Emanuele e in altre vie del centro. Lo ha disposto il questore di Mantova, Paolo Sartori, ed hanno partecipato una quindicina di pattuglie tra Polizia, Carabinieri, Polizia Locale e Guardia di Finanza con una trentina di uomini in divisa e in borghese. Si tratta di uno dei servizio straordinari disposti dal questore due-tre volte alla settimana. Gli ultimi furono a Lunetta e Colle Aperto.

La zona probabilmente non è stata scelta a caso ed è quella in cui alcuni giorni fa si è consumato un omicidio.

È stato Hiani Othman, senza ombra di dubbio, a colpire a morte Abdul Mobarik Zanre, il 21enne ghanese trovato agonizzante dai soccorritori in via Bonomi. Questa, al momento, sembra l’unica

certezza in mano agli investigatori, che hanno accusato il 22enne marocchino di omicidio volontario aggravato da futili motivi. Quali siano i futili motivi, per sintetizzare il movente dell’omicidio, resta ancora da chiarire. Una diatriba per questioni di droga? Su questa pista porterebbero le verifiche sui due giovani, in primo luogo l’hashish trovato addosso all’aggressore. Ma al momento non si può escludere che Othman, che vanta precedenti per rissa e aggressioni, abbia accoltellato il 21enne per una rapina finita male. Gli investigatori dei carabinieri coordinati dal sostituto procuratore Paola Reggiani, confidano di poter raccogliere qualche elemento utile nell’interrogatorio di convalida del

fermo che si terrà oggi alle 13: se Othman non sceglierà la linea del silenzio, per prendere tempo e studiare con il suo legale una linea difensiva, potrebbe spiegare, ad esempio, se conoscesse la vittima già prima dei fatti di lunedì sera. E non si tratta di una questione di lana caprina, perché

chiarire se e quali rapporti ci fossero tra i due inquadrerebbe con colori più nitidi l’omicidio. Othman risulta senza fissa dimora: quando lunedì notte è stato fermato, era su un treno diretto a Verona, dove sembra che viva da alcuni anni. Secondo un sedicente amico della vittima, Zanre, approdato come richiedente asilo nel 2018 a Marcheno, in Val Trompia , e ospitato in una comunità da cui era fuggito la scorsa primavera, sarebbe arrivato apposta da Brescia lunedì sera per incontrare Othman: un’affermazione che avvalorerebbe l’ipotesi che i due si conoscessero. Ieri intanto l’équipe

della medicina legale di Verona ha eseguito l’autopsia sul suo corpo: da chiarire se prima dell’accoltellamento ci sia stata una collutazione e quanti sono stati i fendenti inferti con il coltello.

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