Contro l’ampliamento della centrale elettrica di Ostiglia arriva il ricorso al Tar

Raggiunto il finanziamento e affidato l’incarico legale. E la Regione già studia con i Comuni le compensazioni

OSTIGLIA. Il Comitato cittadini per l’ambiente presenterà entro il mese di ottobre un ricorso al Tar contro l’ampliamento della centrale termoelettrica di Ostiglia. La conferma viene dallo stesso gruppo civico che spiega di avere già raggiunto, grazie all’autofinanziamento, la cifra necessaria per sostenere la prima fase della battaglia legale e di avere conferito incarico ad un avvocato.

La centrale di Ostiglia

Salvo ripensamenti dell’ultima ora, dunque, sarà contrastato al Tribunale amministrativo regionale il provvedimento del 12 agosto scorso con il quale il Ministero della Transizione ecologica, d’intesa con quello per i Beni e le Attività culturali ha autorizzato, al termine delle procedure di Valutazione impatto ambientale (Via) l’installazione di una nuova unità a ciclo combinato e interventi di miglioramento ambientale sui gruppi esistenti della Centrale ostigliese. In sostanza un nuovo gruppo produttivo da 923 Mw da crearsi a 1 km di distanza dall’attuale al posto delle vecchie cisterne di Borgo San Giovanni in cambio dello spegnimento dell’obsoleto gruppo 1 della vecchia centrale e la posa dei filtri Scr sui camini per limitare le emissioni di ossidi di azoto

L’istanza era stata avviata nel luglio del 2020 da Ep produzione spa, multinazionale con cuore nella Repubblica Ceca e proprietaria dell’impianto sorto negli anni ’70 a ridosso del paese e a pochi passi dalla Riserva naturale Isola Boschina. Scopo del potenziamento partecipare alla gara con la quale l’Italia mette all’asta la copertura dei “picchi di consumo” non coperti dalle energie rinnovabili e per compensare il taglio delle centrali a carbone dal 2025. Ep alle aste già concluse ha avuto assegnati 3mila Megawatt per il 2022 ed altrettanti per il 2023. Per gli anni successivi conta di potersi presentare con più capacità produttiva alle gare.

Ma, sostengono gli ambientalisti, avere un ricorso pendente potrebbe penalizzare Ep. E se la società non avrà assegnata la quota produttiva, rinuncerà al potenziamento. Non si tratta però solo di mettere i bastoni fra le ruote alla società ceca.

Il Comitato è convinto che ampliare la produzione, anche se si userà solo metano, impatterà sulla salute dei cittadini nella zona, come ha spiegato il professor Fabrizio Bianchi, del Cnr in una relazione commissionata dagli ambientalisti. E che nella procedura siano state commesse delle irregolarità. Su queste verterà il ricorso che sarà presentato entro il 31 ottobre, sessanta giorni dopo la notifica del Decreto di Via che è del primo settembre.

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