Il Vinitaly in edizione speciale piace alle cantine mantovane

I produttori del Consorzio promuovono la formula  con professionisti del settore

MANTOVA. Veronafiere archivia l’edizione speciale di Vinitaly, off-limits ai profani, con numeri che superano le aspettative: più di 2500 compratori, 12mila professionisti del settore e 60 nazioni rappresentate. Le cantine mantovane hanno partecipato alla tre giorni sotto un’unica bandiera, quella del Consorzio vini mantovani, a Verona a rappresentare le due anime della viticoltura della provincia: i vini delle Colline Moreniche e quelli del Basso Mantovano, parte di un’offerta lombarda che annovera oltre novanta vitigni e che può contare su cinque Docg, ventuno Doc e quindici Igt. «Il vino è il prodotto che meglio rappresenta un territorio – dice l'assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Fabio Rolfi – e può essere quindi il simbolo della ripartenza economica di settori come agricoltura, turismo e fiere». La sfida per il futuro? «È esplorare nuovi mercati raccontando all’esterno il legame tra vino e territori di Lombardia, le tecniche di produzione sempre più sostenibili e il lavoro agricolo che si cela dietro un’etichetta». L’edizione speciale della manifestazione, tappa di collegamento alla 54esima edizione del Vinitaly, in programma dal 10 al 13 aprile, è piaciuta ai produttori mantovani. Chiara Tuliozi di Cantine Ricchi promuove la formula: «Non è il solito Vinitaly al quale siamo abituati, da sempre, a partecipare. Tuttavia quest’edizione è stata superiore alle mie aspettative, perché c’erano visitatori di qualità. Credo che questa possa essere una formula valida anche per le prossime edizioni». Per l’azienda, sorprendenti sono stati anche gli ultimi mesi, nei quali si è cominciato a respirare aria di ripresa: «Abbiamo lavorato bene in azienda, con tanti turisti che ci hanno gratificato con la loro presenza, e a livello di distribuzione». Bene anche l’export, con il consolidamento dei rapporti con gli Stati Uniti e l’apertura di nuovi mercati a est: Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia. La veste inedita della special edition piace anche a Luciano Bulgarelli, presidente della Cantina sociale di Quistello: «Da anni le aziende chiedevano una formula così, con più professionisti del settore. Vedremo se questa formula rimarrà anche in futuro: credo che se ne potrebbero ricavare dei vantaggi». Anche per la sua cantina, dove a farla da padrone è il lambrusco, il mercato si sta rivelando ricettivo. E accorto: «Ho notato - spiega Bulgarelli - che l’approccio è molto più selettivo. Credo che aver avuto la possibilità di assaggiare vini e cibi a casa, in maggiore tranquillità, ci abbia resi tutti più attenti. Il consumatore cerca qualità e prodotti indentitari». La Lombardia sembra essere sulla buona strada: acquisti domestici ed esportazioni hanno ripreso a galoppare. Le vendite all’estero hanno fatto registrare un +11,7% nei primi sei mesi del 2021 (dato Coldiretti Lombardia).

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