Il questore di Mantova revoca 28 licenze di porto d’armi e ordina il sequestro di 42 fucili, 14 pistole e oltre 500 munizioni

I provvedimenti in coda all’attività di verifica e controllo della polizia amministrativa: «Procurarsi un’arma da tenere in casa, dove vive la famiglia, è una decisione che va valutata con attenzione»

MANTOVA. Ventotto revoche di licenze di porto d’armi e il sequestro (amministrativo) di 42 fucili, 14 pistole, una pistola lancia razzi, una bomba a mano disattivata, due sciabole, un coltello e 508 munizioni di diverso calibro. A disporre i provvedimenti è stato il questore Paolo Sartori, dopo le attività di verifica e controllo effettuate dalla divisione di polizia amministrativa nei mesi scorsi.

La motivazione? Il venir meno dei requisiti psico-fisici e di condotta, necessari a mantenere il porto d’armi. Nel dettaglio, il ventaglio di mancanze varia dalla guida in stato di ebbrezza alla commissione di reati di vario genere (in particolare di natura violenta, come l’aver provocato lesioni personali). Ma basta anche essere stati coinvolti «in situazioni conclamate di litigiosità familiare o di vicinato».

Gli esperti dell’ufficio armi della Questura invitano quindi a seguire alcune raccomandazioni.

Conservare le armi in un luogo sicuro, inaccessibile a minori o persone non autorizzate (ad esempio, in una stanza chiusa o dentro un armadio blindato).

Effettuare costantemente le operazioni di manutenzione: un malfunzionamento può essere fatale.

Denunciare immediatamente il furto o la perdita di possesso di un’arma: il rischio è di essere ritenuti «responsabili di reati specifici».

«Maneggiare un’arma è un’attività assai delicata, soprattutto da parte di soggetti che lo fanno con negligenza, imperizia o, ancora peggio, in condizioni di alterazione psicofisica o di stress – avverte il questore – è molto probabile che tutto ciò possa comportare tragiche conseguenze, alle quali, purtroppo, troppo spesso abbiamo dovuto assistere. Per questi motivi, avere nella propria disponibilità un’arma non sempre, e non necessariamente, significa maggiore sicurezza. Procurarsi un’arma da detenere nell’abitazione nella quale convivono i nostri stessi familiari è una decisione che va valutata con attenzione. Qualora si decida in tal senso, occorre essere perfettamente consapevoli della assoluta necessità di osservare rigorosamente tutte le prescrizioni del caso e di seguire i consigli suggeriti dagli esperti dell’ufficio armi della Questura».

L’ultimo, drammatico, episodio di cronaca è avvenuto nei giorni scorsi in provincia di Brescia, dove una 15enne è morta per un colpo di fucile sparato accidentalmente dal fratello 13enne.

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