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Violenza sessuale, a confronto l’operaia e l’ex caporeparto

Un muro contro muro, quello andato in scena nell’udienza al processo che vede alla sbarra un 41enne accusato da un’operaia di maltrattamenti e violenza sessuale

BAGNOLO SAN VITO. Lei, l’ex operaia, lo accusa di averla schiavizzata, molestata e perseguitata per tre anni, costretta, stordita dalla droga, ad avere rapporti con due uomini in contemporanea, fino a una vera violenza sessuale con la minaccia, l’ennesima, di un licenziamento. Lui, l’ex responsabile del reparto di confezionamento della Bustaffa, nega tutto e si spinge più in là: racconta di una relazione andata avanti per 4 anni, con cenette e pranzetti a tu per tu, incontri clandestini all’alba a casa di lei e perfino il regalo di un’esibizione di danza del ventre.

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