Palestra ancora chiusa, le famiglie protestano: i ragazzi sono al freddo

Viadana, dopo la pausa estiva l’attività sportiva non è più ripresa. Si attende una risposta dall’amministrazione provinciale

VIADANA. Da settimane la palestra del liceo Maggi è chiusa, e sono trascorse inutilmente quasi quindici giorni dalla segnalazione pubblica del problema. Le famiglie si lamentano: «Per colpa degli allenamenti al freddo nelle sistemazioni alternative, i bambini si ammalano». L’impianto sportivo di via Vanoni è di proprietà della Provincia, ma – in virtù di accordi tra la Provincia stessa, il Comune e l’istituto superiore, e da quest’anno la Polisportiva – è sempre stato a disposizione delle società sportive viadanesi (in particolare delle giovanili di basket e volley, complessivamente oltre duecento praticanti) per gli allenamenti e gli incontri di campionato. Sta di fatto che al momento ci sarebbero da sistemare le questioni assicurative , e pertanto la palestra è indisponibile: dopo la pausa estiva, alla Maggi l’attività sportiva non è più ripresa. Le ragazze della pallavolo si sono trasferite a Pomponesco, con conseguenti disagi (mamme che si devono attivare per i trasporti, costo della benzina, perdite di tempo), mentre i bambini del basket si sono dovuti adattare a utilizzare il campetto all’aperto in prossimità dei campi da tennis. Una situazione tutt’altro che ottimale: il fondo non è idoneo al basket, e pertanto palloni e scarpe si usurano velocemente; si utilizzano canestri mobili; le righe vanno continuamente tracciate col nastro adesivo. «E soprattutto – dicono le mamme – ormai c’è freddo, per dei ragazzini (parliamo di under13), per fare allenamento all’aperto». Anche perché, a differenza del calcio, nella pallacanestro ci sono momenti di inattività: provare tiri a canestro e movimenti impone la formazione di file davanti ai canestri, e le partitelle si giocano cinque contro cinque per cui diversi sono costretti ad attendere il proprio turno prima di scendere in campo. Per fortuna, negli ultimi giorni, ci si è potuti spostare nella tensostruttura, coperta ma non riscaldata, dei campi da tennis. Le mamme e l’Associazione Genitori hanno contattato l’amministrazione, «che ci ha garantito che il Comune ha fatto tutti i passaggi di sua competenza, e che mancherebbe solo una firma della Provincia». È stato interessato anche il consigliere provinciale Alessandro Sarasini, che ha promesso un interessamento.

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