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La comunità ortodossa ospite di Sant’Apollonia: «Custodi delle radici»

Al momento la comunità è formata da una trentina di persone che si riuniscono al sabato pomeriggio e alla domenica mattina alle 9.30 per la messa

MANTOVA. Si è insediata da pochi mesi, ospite della chiesa di Sant’Apollonia di via Benzoni, la comunità di fede ortodossa del Patriarcato di Mosca, guidata da padre Ion Ionita. Una piccola comunità, per il momento, che sta diventando un punto di riferimento per i fedeli, in particolare per quelli di nazionalità moldava, ucraina e russa.

Ma la maggior parte di loro è molto giovane, con bambini che hanno la cittadinanza italiana. La comunità diventa così non solo luogo di riunione spirituale, ma anche un modo per socializzare e per conservare tra i ragazzi un legame con la terra d’origine. A partire dalla lingua.

«Al momento la comunità è formata da una trentina di persone che si riuniscono al sabato pomeriggio e alla domenica mattina alle 9.30 per la messa – spiega il parroco – abitano in città e nei comuni della provincia. Penso ci siano altri ortodossi del Patriarcato di Mosca nel Mantovano, che non sanno della nascita della nostra comunità». Il parroco ha 43 anni, vive a Verona ed è di nazionalità moldava. È in Italia da sette anni.

«Parlo anche rumeno, russo e naturalmente italiano – spiega – ogni sabato vengo a Mantova per l’incontro con i fedeli, dalle 18 alle 20. Sono momenti di preghiera e di celebrazione dei riti. In questi mesi ho celebrato a Mantova due battesimi. Sono famiglie giovani, che lavorano. Gli incontri sono anche occasione per chiacchierare e mantenere vive anche qui le tradizioni dei rispettivi Paesi di origine. Da noi viene anche una famiglia con la moglie italiana e cattolica e il marito ucraino e ortodosso. Non è un problema, pensiamo che la diversità sia una ricchezza».

I fedeli di questa comunità sono ormai perfettamente integrati nella società mantovana e italiana in generale. I più giovani sono venuti nel nostro Paese da bimbi o sono nati qui.

Il vescovo del Patriarcato di Mosca risiede a Bologna, dove si trova un centro importante. «Ci vanno anche i nostri bambini per imparare la lingua natale – spiega – La nostra comunità è anche un luogo di aiuto reciproco. Quando qualcuno perde il lavoro, in particolare le badanti, si rivolge a noi per sapere se c’è qualche famiglia che ha bisogno. A volte capita che qualche famiglia italiana venga qui in cerca di una badante».

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