A Mantova una “casetta” in legno tra i rami per salvare le api a Parcobaleno

Al Centro di educazione ambientale l’obiettivo è proteggere dall’inverno un alveare naturale su un bagolaro. Fiozzi: «Opera d’arte della natura»

MANTOVA. Lavori in corso al Centro di educazione ambientale di Parcobaleno per proteggere dalle intemperie invernali uno splendido ed enorme alveare naturale. Come: con una sorta di casetta di legno in costruzione in questi giorni su un albero. Come racconta il presidente Andrea Fiozzi, da tempo un socio apicoltore, Lorenzo Sarzi Freddi, si occupa di una ventina di arnie che ha portato a Parcobaleno per un programma di educazione ambientale sulle api. «In primavera accade che alla nascita della nuova ape regina – spiega Fiozzi – alcuni sciami si spostino sulle piante circostanti per creare una nuova colonia. Di solito si procede tagliando il ramo dove si attaccano e inserendolo in una nuova arnia, in questo modo le arnie si moltiplicano». Quando però si sono accorti di quest’ultima colonia, che la scorsa primavera ha scelto un ramo di bagolaro per insediarsi, era ormai troppo tardi e troppo grande l’alveare per procedere come sempre. Vederla è uno spettacolo della natura.

«Le lamine dei favi sono attaccate ai rami in modo formidabile con una serie di lamelle parallele – racconta ancora Fiozzi – Il problema è che ormai era tardi per inserirlo in un alveare senza comprometterlo e che si tratta di un albero non cavo quindi le api sono più esposte agli agenti atmosferici. Abbiamo quindi contattato e consultato l’associazione apicoltori e i loro esperti per capire come procedere per far loro superare la stagione fredda e la strada indicata è quella di realizzare dei pannelli di protezione dal vento e dall’acqua. Questo alveare naturale è un valore aggiunto per Parcobaleno, per il ruolo importante che le api ricoprono non solo per la produzione di miele ma per l’impollinazione e lo inseriremo nei nuovi percorsi didattici». In epoca pre-Covid erano sempre numerose le scolaresche che, dotate di appositi giubbini dal parco, venivano accompagnate in mezzo agli alveari a gruppetti di dieci alla scoperta di questo mondo.

«Puntiamo molto sui percorsi didattici sul mondo degli insetti e sul loro ruolo per la biodiversità: è il nostro modo di mostrare la natura in modo diverso anche perché i bambini spesso hanno paura degli insetti che sono invece una parte fondamentale per l’equilibrio del Pianeta».

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