Caso A22, Palazzi difende l’emendamento salva concessione: «Zolezzi si sbaglia»

Il sindaco al deputato M5S:«I privati hanno solo il 20% delle azioni. Pronto a incontrarlo»

MANTOVA. «Evitare la gara europea per la concessione di Autobrennero è ciò che serve per tutelare gli investimenti pubblici sui territori di interesse autostradale ed è questo il motivo dell’emendamento Pd-Iv che consente il partenariato pubblico privato (tra società, territori e stato) in piena aderenza alle regole europee in materia di concessioni». Il sindaco Mattia Palazzi interviene sul tema delle concessioni autostradali e dell’emendamento di Italia Viva e Pd - il quale prevede di affidare una concessione per lavori pubblici o di pubblica utilità mediante una gara di project financing - che, se approvato, eviterebbe la gara. Emendamento contro cui si è scagliato M5S. Il deputato Alberto Zolezzi, ha invitato Palazzi ad appoggiarlo per escludere i privati.

«Affrontare in modo ideologico e senza molte conoscenze specifiche non aiuta a trovare le soluzioni – risponde Palazzi – come già si è dimostrato con l’impostazione della ex ministro Toninelli che voleva nazionalizzare A22, togliendola dai territori. Sono a disposizione dell’onorevole Zolezzi per offrigli elementi che evidentemente non valuta». Palazzi argomenta che «i privati in A22 sono i medesimi da sempre e hanno meno del 20% delle azioni. A22 fu realizzata dai territori, senza un euro dallo Stato e ai territori deve restare».

Ecco perché Palazzi è d’accordo con l’emendamento. «Tale ottica porterebbe la società a presentare un piano di investimenti massicci per oltre 30 anni sulla A22, ma anche sul corridoio del Brennero, su Valdaro, Cispadana e Campogalliano-Sassuolo. L’esatto opposto di quanto afferma Zolezzi, perché così gli investimenti potranno essere davvero spesi già dal 2024 se tutti lavoriamo senza perdere tempo. Rispetto alle tariffe, ricordo a Zolezzi che A22 ha le tariffe più basse e la media più importante di investimenti in manutenzioni e sicurezza. Le tariffe dipendono dal piano degli investimenti, dalla durata della concessione e dalle regole che lo Stato determinerà nella eventuale convenzione unica tra concedente e concessionario. È ovvio che le tariffe non devono aumentare senza mettere a terra, e non solo sulla carta, gli investimenti. Questo deve essere impegno di tutti e certamente lo condivido. Quando l’onorevole riterrà, sono a sua disposizione per confrontarci e anche per offrire elementi tecnici, razionali e oggettivi sui quali valutare la fase in corso, che finalmente potrebbe mettere fine ad uno stallo che dura da troppo tempo e che impedisce di spendere le risorse già pianificate, tra le quali oltre un miliardo per la terza corsia Verona-Mantova-Modena».

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