Mantova, Alisea a vent’anni vive e scrive con gli occhi

L’atrofia muscolare spinale ha ridotto la sua libertà di movimento allo sguardo: ma lei cura rubriche e ha tanti progetti

MANTOVA. «Un’acqua che tiene a galla e sostiene, un abbraccio che stringe forte e cancella la paura». Così la parola. Così le parole. Quelle lette e quelle scritte, che insieme costruiscono possibilità, mondi, alternative, dilatando la gamma dell’esperienza. La frase è della giornalista Barbara Rachetti: Alisea, 21 anni tra qualche settimana, l’ha scelta come immagine di copertina della sua pagina Facebook. “Visto con gli occhi, scritta con gli occhi” è il titolo della rubrica che cura per Radio Base (oltre a collaborare con la casa editrice Gilgamesh e la biblioteca di Gazoldo degli Ippoliti). Recensioni di libri, film e luoghi. Tutto filtrato dallo sguardo di una ventenne, che convive con un’“amica” (come la definisce lei) invadente: l’Atrofia muscolare spinale di tipo 1. Un’amica che ha compresso la sua libertà di movimento nella mobilità degli occhi.

Alisea, su Facebook ti presenti come “tutto e il contrario di tutto”. Perché?

«Perché la mia personalità ha molte sfaccettature: sono molto allegra e solare, sempre con la battuta pronta, ma anche pessimista, riflessiva e un po’ asociale. Sogno di vivere tante avventure, ma spesso preferisco la sicurezza della mia routine. Sono femminile e affettuosa, ma anche selvaggia e libera, o almeno mi piace pensare di esserlo. Sono costretta a usare la tecnologia per fare quasi tutto, ma sono convinta che il mondo reale sia molto meglio di quello virtuale. Anche le cose che mi piacerebbe imparare a fare variano in base al periodo: suonare la chitarra, disegnare, programmare, fotografare le nuvole e più in generale la natura, imparare una nuova lingua».

La passione per la lettura, però, sembra essere una costante della tua vita. Come ti ha preso questa febbre per i libri?

«Sì, l’unica cosa che non è mai cambiata è la mia passione per la lettura: leggo quasi tutti i generi, anche se il mio preferito è la chick-lit, cioè la letteratura rosa ironica. Questa passione è cominciata da piccolissima, quando, a causa della mia “amica” SMA1, ero sempre all’ospedale. I libri erano l’unica possibilità di distrazione ed evasione. Adesso è molto tempo che non vado all’ospedale, ma i libri restano sempre l’unico modo per staccarmi da questo corpo pigro e accontentare anche la mia parte avventurosa. Le cose più importanti per me, oltre ai libri, sono la famiglia e l’essere sempre sé stessi».

Per Rachetti è «come un’acqua che tiene a galla», per te qual è la magia delle parole?

«A me le parole permettono di sognare, di viaggiare pur rimanendo in casa, di fare cose che altrimenti non potrei fare. Le parole sono la mia finestra sul mondo, cibo per la mia fantasia e le mie ali per volare».

Tu leggi e scrivi con gli occhi, che qualità possiedono le parole composte con lo sguardo?

«Quando si scrive con lo sguardo, si scrive più lentamente. Quindi si ha tempo di pensare a quello che si sta scrivendo, ed eventualmente cancellarlo. Oltre a diminuire gli errori di battitura, spesso – non sempre – questo consente di evitare di dire (scrivere) cose delle quali ci si potrebbe pentire. Allo stesso tempo, però, si perde un po’ di spontaneità».

Le parole possono essere acuminate come pietre e leggere come carezze, non credi che oggi sia maneggiate con troppo superficialità?

«Assolutamente sì. Come dicevo prima, utilizzando un po' più di tempo per pensare si potrebbe evitare, tra le altre cose, anche di ferire il proprio interlocutore. Ma purtroppo, di questi tempi, sembrano essere davvero pochissime le persone consapevoli del potere delle parole, che così hanno sempre più un ruolo da pietre acuminate ed escono dalla bocca prima di essere pensate».

Qual è il tuo rapporto con i social network? Cosa pensi delle recensioni su Instagram?

«Il mio rapporto con i social network è un po’ di amore-odio: amore perché comunque mi permettono di rimanere in contatto con il mondo, i miei amici e alcuni miei parenti. Odio perché credo che, quando non c’è in mezzo uno schermo, le conversazioni siano molto più vere e abbiano anche più possibilità di andare avanti per più di cinque minuti. In realtà non ne leggo tantissime, di recensioni su Instagram, però quelle dei tre bookstagrammer che seguo sono davvero belle. Senza dubbio Instagram è utile se si vogliono avere molte persone che ti leggono, ma io penso che, se si hanno troppi follower, prima o poi qualche malintenzionato capita di sicuro. È per questo motivo che ho deciso di aspettare ancora un po’ a pubblicare le mie recensioni su Instagram».

L’ultimo libro che hai letto e il prossimo che attende sul tuo comodino.

«L’ultimo libro che ho letto è “La Società dei Simili” di Adriano Bernasconi, un romanzo distopico molto bello e che fa molto riflettere sulla nostra società. Il prossimo sarà “Torna da me” di Karen Marie Moning, un fantasy rosa. È uno di quei libri che ho scelto completamente a caso dal catalogo della biblioteca. Speriamo bene».

Un titolo da suggerire ai lettori della Gazzetta?

«“Woody” di Federico Baccomo, illustrato da Alessandro Sanna. È la storia di un cagnolino che si ritrova al canile senza capirne il motivo».

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