Mantova, rebus per le provinciali: ora è caccia al candidato

MDG 2015

Centrosinistra e sindaci civici orientati su tre ipotesi: Borsari, Sarasini e Pasquali. Bertaiola e Bottani i più quotati nel centrodestra, ma spunta il nome di Lasagna

MANTOVA. Passate le elezioni amministrative, sindaci e forze politiche si concentrano sulle Provinciali di dicembre, appuntamento che non prevede il coinvolgimento degli elettori ma che si basa sul voto ponderato di sindaci e consiglieri comunali. Per questo motivo, nei partiti, si fanno i conti sul peso che potranno avere le varie delegazioni di consiglieri sparse sul territorio e non sempre controllabili appellandosi all’appartenenza politica. E da questi conti sembra che, almeno sulla carta, il centrodestra abbia i numeri per sperare in una vittoria, seppur di stretta misura. «Molto stretta, gli scenari che abbiamo ipotizzato mostrano che i due poli hanno una consistenza simile. Avremo un consiglio dove la maggioranza sarà risicatissima» profetizza un esponente di lunga data del centrodestra, abituato a fare questi calcoli. E allora su quali nomi si orientano gli schieramenti, tenendo conto che c’è un gruppo di sindaci che si sta muovendo da mesi per formare una lista civico-trasversale, ma con una pendenza verso il centrosinistra?

Centrosinistra e civici

La formazione civico-trasversale formata, almeno nelle prime fasi, da una trentina di sindaci, ha un confronto serrato con il centrosinistra e con il Pd in particolare. Ha avuto incontri anche con il centrodestra, ma con esiti piuttosto tiepidi. Il gruppo dei promotori comprende sindaci di diversa estrazione da Mattia Palazzi (Mantova, centrosinistra) e Alberto Borsari (Borgo Mantovano, civico centrosinistra) a due leghisti non salviniani come Alessandro Sarasini (Commessaggio) e Marco Pasquali (Sabbioneta) e ancora Zilocchi di Pegognaga e, almeno inizialmente, Zacchi di Poggio Rusco. L’idea di fondo è quella di presentare una formazione che ponga in primo piano i problemi del territorio senza tener troppo conto delle diverse appartenenze politiche. I nomi dei papabili alla candidatura alla presidenza di Palazzo di Bagno sono stati, a lungo, due: Borsari e Sarasini. La figura del presidente è determinante in termini decisionali e di visibilità, per questo la ricerca si concentra su figure che si spera possano attrarre consensi trasversali. Nello schieramento sembra emergere anche una terza ipotesi: candidare Pasquali.

Centrodestra

I partiti della coalizione, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, hanno incontrato i sindaci di area e puntano sulla formula “cambiamento”. I nomi che girano sono quelli del sindaco di Volta Mantovana, Luciano Bertaiola (voluto da Forza Italia) e del centrista Carlo Bottani, sindaco di Curtatone. Quest’ultimo non sembra godere dell’appoggio di Fi, cosa che potrebbe pregiudicare l’adozione della candidatura dalla coalizione. La Lega aveva fatto un pensiero su Stefano Meneghelli, sindaco di Guidizzolo, ma la sua candidatura a presidente non trova il consenso di FdI (alle comunali il partito della Meloni puntava su un altro candidato sindaco). Il problema è che il mandato di Bertaiola scadrà nel 2023. C’è un’altra possibilità che sembra trovare consenso: il sindaco di San Benedetto, Roberto Lasagna.

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