Mantova, in 25 per fare gli autisti. Via al progetto: formazione e patente

Inizia martedì l’avventura dei giovani selezionati. L’iniziativa è stata voluta di Confindustria e Unasca

MANTOVA. Inizia martedì l’avventura dei 25 ragazzi selezionati per il primo “Progetto patenti”, il corso varato da Confindustria e Unasca per formare autisti, di cui si avverte la carenza in molte aziende. Il percorso prevede che i ragazzi selezionati nei prossimi 8 mesi studino per conseguire le patenti C, D e CQC, per poi iniziare a lavorare nelle aziende che hanno aderito al progetto. «Questo è l’esempio concreto della nuova strategia di Confindustria - spiega il presidente Edgardo Bianchi - Abbiamo ascoltato e raccolto le esigenze delle aziende, che ci hanno segnalato la mancanza di circa 200 autisti, per poi trovare una soluzione. Il risultato finale, il primo in Italia di questo tipo, valorizza il territorio unendo la necessità delle aziende con le ambizioni e le prospettive di questi ragazzi». Parlando con alcuni dei ragazzi, che ieri si sono trovati nella sede di via Portazzolo per sottoscrivere la documentazione per iniziare, emergono storie e profili molto diversi.

Ovviamente per tutti l’incentivo economico di stipendi che vanno dai 2.000 ai 3.500 euro, unito all’opportunità di non sostenere i costi per la patente (circa 5.000 euro) è determinante, ma emergono anche grande determinazione nell’affrontare un mestiere affascinante.

C’è chi conosce bene la vita da autista, perché segue l’esempio dei padri, come Mario e Raffaele, i cui genitori hanno viaggiato per tutta Europa e, durante l’estate, portavano con sé i figli. «È una scelta dettata dalla volontà di fare un lavoro ben pagato, anche se impegnativo. Il camionista non deve solo saper guidare, ma conoscere le normative dei diversi Paesi e la meccanica del mezzo che conduce». Andrea, 30 anni, è invece affascinato dal viaggio e vuole proporsi per i viaggi internazionali, lasciandosi alle spalle il mestiere di giardiniere. L’idea di ottenere la patente gratis ha mosso anche Nerus, nigeriano di 25 anni, che già nel suo paese d’origine faceva il trasportatore, ma la cui patente non vale in Italia. Karim, anche lui 25 anni, ha invece deciso di buttarsi nella nuova esperienza.

Tra i corsisti c’è anche una ragazza, Sharon: «Non vedo motivi per cui una ragazza non debba guidare il camion, anzi spero che questa professione si apra sempre di più alle donne, come capita in altri paesi come la Romania o la Francia».

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