Contenuto riservato agli abbonati

Macchine indietro a San Benedetto Po, il ponte ritorna a terra: manovra per evitare la piena in arrivo

Copyright 2021 Stefano Saccani, all rights reserved

Le operazioni per il varo della prima arcata del nuovo ponte riprenderanno non appena le condizioni meteorologiche consentiranno lo svolgimento dei lavori in sicurezza

SAN BENEDETTO PO. Macchine indietro tutta, nel minor tempo possibile. La grande arcata del nuovo ponte pesante 2.800 tonnellate ed alla quale mancavano 75 metri per arrivare all’approdo finale, inverte la marcia e torna in parte sulla terraferma. Una decisione sofferta, presa nel primo pomeriggio di lunedì 1° novembre dopo avere per l’ultima volta esaminato i bollettini e le proiezioni matematiche che indicano un innalzamento del livello del fiume a breve. Una ondata di pochi metri alimentata dalle piogge copiose e comunque sufficiente a rendere impossibile il lavoro in alveo. Troppo forte il rischio di essere investiti dall’aumentato flusso della corrente mentre l’arcata è interamente poggiata sul pontone galleggiante. In caso di ribaltamento o rottura degli ancoraggi, 3 corpi morti da 50 tonnellate l’uno posati sul letto del Po, le conseguenze sarebbero state inimmaginabili.

Copyright 2021 Nicola Saccani, all rights reserved

La decisione di mettersi in sicurezza ritornando sul piazzale della sponda sambenedettina è maturato nella mattinata di ieri. I tecnici di Toto, colosso delle costruzioni, che sta eseguendo per conto della Provincia il lavoro da circa 50 milioni di riqualificazione del vecchio ponte e i responsabili della Fagioli, fra i leader mondiali dei trasporti eccezionali, con gli occhi incollati ai monitor hanno valutato l’evolversi veloce dei livelli del fiume. La previsione è un innalzamento critico, che renderà impossibile il lavoro già dal pomeriggio del 2 novembre. Procedendo si sarebbe determinata una situazione di stallo con l’arcata interamente poggiata sul pontone galleggiante in balìa del flusso.La decisione di mettersi in sicurezza ritornando sul piazzale della sponda sambenedettina è maturato nella mattinata di ieri. I tecnici di Toto, colosso delle costruzioni, che sta eseguendo per conto della Provincia il lavoro da circa 50 milioni di riqualificazione del vecchio ponte e i responsabili della Fagioli, fra i leader mondiali dei trasporti eccezionali, con gli occhi incollati ai monitor hanno valutato l’evolversi veloce dei livelli del fiume. La previsione è un innalzamento critico, che renderà impossibile il lavoro già dal pomeriggio di martedì 2 novembre. Procedendo si sarebbe determinata una situazione di stallo con l’arcata interamente poggiata sul pontone galleggiante in balìa del flusso.

Che fare? In tutti è prevalsa la cautela per minimizzare i rischi, in primo luogo per le maestranze e poi per la struttura stessa e scongiurare l’evento peggiore ipotizzabile. In caso di rottura degli ormeggi, la deriva del pontone sarebbe stata impossibile da fermare. Nella sua corsa a valle avrebbe travolto tutto e in caso di ribaltamento, avrebbe reso necessario rifare l’intera arcata. Slittando di anni la conclusione, o peggio vederla cancellata.

Copyright 2021 Nicola Saccani, all rights reserved

Per questo, il pomeriggio  del 1° novembre, dopo che era stata completata l’operazione di innalzamento delle due torri di poppa del pontone, si è dato ordine di tornare sulla riva. Non nella posizione iniziale, ma quanto sufficiente per scaricare il peso dalla enorme chiatta. Anche perché le raffiche di vento che è spirato oltre i 30 orari, rischiavano di rendere instabile lo stesso pontone, visto che il baricentro dell’arcata è a 30 metri d’altezza.

L’operazione di rientro e messa in sicurezza, già iniziata nel tardo pomeriggio, dovrebbe essere completata entro oggi: quando sarà conclusa, potrà riprendere la circolazione sull’attuale ponte stradale. A quel punto si attenderà che le condizioni del fiume tornino nuovamente stabili e si possa riprendere lo spostamento in tutta sicurezza. L’operazione dovrebbe essere velocizzata dal fatto che in questo tentativo sono stati risolti i due maggior problemi incontrati: l’eliminazione di lenti di sabbia dal letto del fiume e l’innalzamento delle due torri di poppa del pontone per dare maggiore stabilità all’impalcato. C’è comunque tempo sino a maggio, quando il piazzale andrà liberato per la costruzione del tratto in golena, per ritentarci.

Il ponte di San Benedetto Po è in movimento

Video del giorno

Metropolis/13, Folli: "Se fossi Salvini ci penserei due volte a candidare Casellati"

La guida allo shopping del Gruppo Gedi