Da fuori oltre il 30% dei rifiuti lavorati a Mantova: «Ma la vita della discarica non si accorcia»

Verso l’accordo con Roma. Quest’anno trattate quasi 44mila tonnellate, di cui 14.410 da altre province

MANTOVA. L’arrivo a Mantova di rifiuti da altre città che non sono in grado di smaltirli non è una novità. Quelli di Roma, infatti, non sarebbero che la prosecuzione di una strategia messa in campo anni fa per sfruttare al meglio le potenzialità dei due impianti di smaltimento, quello di Ceresara e quello di Pieve di Coriano, oltre che per dare una mano ai territori in emergenza. Nel Mantovano la raccolta differenziata è molto spinta per cui c’è poco materiale che finisce nei due impianti per essere lavorato e poi, eventualmente, in discarica. Il rischio è che quegli impianti chiudano, con tutto il corollario di costi per smantellarli e di posti di lavoro che si perdono. Per far fronte a questa situazione, già nel 2003 l’allora presidente della Provincia Maurizio Fontanili stipulò un accordo con Trento per portare a Mantova 20mila tonnellate di rifiuti con cui far lavorare gli impianti. Poco dopo, però, disse no a un identico accordo con La Spezia.

Adesso sono in arrivo i rifiuti di Roma. Mantova Ambiente non ha ancora definito l’intesa e, quindi, ancora non è chiaro quanti rifiuti arriveranno e quali. Massimiliano Ghizzi, presidente di Tea, è stato chiaro: «Arriveranno dei rifiuti Tmb, cioè l’indifferenziato di cui si può ancora recuperare una parte». Ed è stato chiaro anche sui riflessi che questo avrebbe sulla discarica di Mariana dove finisce la quota (poca) di rifiuti mantovani che non si riesce a smaltire per altre vie. «In discarica finirebbe una minima parte dei rifiuti romani e questo non metterebbe a rischio la durata della discarica fissata fino al 2035». Il presidente ha anche affermato che «già a Ceresara lavoriamo rifiuti provenienti da altre parte d’Italia, questo per sfruttare appieno le sue potenzialità. Per esempio, nel trimestre in corso stiamo accogliendo 5mila tonnellate di rifiuti da Reggio Calabria».

I dati diffusi da Mantova Ambiente (40,48% di Tea, 20% di Progetto Mantova, società consortile di Ravenna, la parte privata, 36% di Siem e 3,52% di Sisam, le due società nelle quali sono rappresentati i Comuni) confermano che è almeno dal 2016 che viene lavorata a Ceresara spazzatura proveniente da fuori. Quest’anno i rifiuti trattati sono stati quasi 44mila tonnellate, di cui 14.410 tonnellate provenienti da fuori provincia. Quantitativi rimasti stabili negli ultimi anni: 37.690 tonnellate nel 2016 (9.330 provenienti da fuori), 31.830 nel 2017 (13.940 da fuori), 43.730 tonnellate nel 2018 (11.590 da fuori), 43.930 nel 2020 (9.890 da fuori).

La notizia dell’arrivo di altra spazzatura da Roma, ha subito acceso discussioni nell’opinione pubblica mantovana. Abituati da tempo a farsi carico di una puntuale differenziazione dei propri rifiuti, ci si chiede perché altrettanto non avvenga per i cittadini di Roma o di altre parti, dove per lo smaltimento si deve poi fare riferimento al nord o all’estero.

La risposta già data dal sindaco di Mantova Palazzi e dal presidente Ghizzi è che si tratta di una pura operazione commerciale, compiuta sul libero mercato dalle società, a cui i Comuni sono estranei.  Mantova Ambiente ha ribadito il concetto, ricordando che fanno lo stesso anche altre municipalizzate «come Iren, Aimag e Hera». «L’ampia capacità, eccedente i fabbisogni provinciali, degli impianti del gruppo, tra cui la discarica di Mariana e l’impianto di trattamento meccanico biologico della frazione secca, il Tmb, di Villa Cappella a Ceresara – si legge in una nota – è compatibile con le richieste di conferimento di rifiuti di provenienza extraprovinciale senza che se ne pregiudichi la vita utile, sino al 2035 per la discarica». Questo grazie all’elevata percentuale di raccolta differenziata raggiunta nel Mantovano «che ricorre in maniera molto contenuta ai due impianti» e di «una oculata gestione dei siti stessi». E viene ricordato che la politica di Mantova Ambiente è quella di «dare priorità alle situazioni di emergenza che possono colpire i territori», come Roma, e di «soddisfare poi altre eventuali richieste».

Mantova Ambiente ha reso noto anche i dati sulla discarica di Mariana da cui si evince che per la maggior parte vi finiscono rifiuti provenienti da fuori provincia. Quest’anno la discarica ha accolto 126.870 tonnellate di spazzatura, di cui 93.150 tonnellate provenienti da fuori provincia. L’anno scorso su 119.310 tonnellate 91.420 venivano da altre parti d’Italia. Nel 2019 su 123.960 tonnellate, 92.070 erano quelle esterne. E così per il 2018 (94.010 su 121.800 tonnellate), nel 2017 (98.530 su 127.460 tonnellate) e nel 2016 (107.900 su 129.310 tonnellate).

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