Mantova, i lavoratori della Ies votano per lo sciopero: una giornata di stop

L’assemblea dice sì ad alzare il tiro della protesta sul premio. I sindacati: due anni che non usciamo da questo pantano

MANTOVA. Una giornata di sciopero: così le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori di Ies Molgroup Italy hanno risposto al fallimento della procedura di raffreddamento per la vertenza che da inizio mese li vede in stato di agitazione per il mancato ripristino del premio di partecipazione. Le otto ore di sciopero, che con tutta probabilità verranno programmate per la prossima settimana, sono state approvate dalla grande maggioranza dei lavoratori presenti in assemblea che ha registrato un solo voto contrario.

«Ormai sono due anni che ripetiamo all’azienda che la filosofia del premio di partecipazione prevede la centralità del contributo dei lavoratori – spiega Federico Chiavolelli segretario della Filctem Cgil – E sono ormai due anni che non riusciamo ad uscire da questo fango e pantano nel quale l’azienda rimbalza, ribalta ogni decisione dopo aver sentito la casa madre, allunga i tempi. Per poi andare a raccontare ai lavoratori, come negli incontri di lunedì, che quest’anno non prenderanno il premio per colpa dei sindacati che si impuntano sull’Ebitda. È arrivato il momento di mettere un punto, di ripristinare la correttezza delle relazioni industriali, riportando al centro il contratto di lavoro. E l’unica arma in mano ai lavoratori è lo sciopero, che è una rinuncia importante anche da un punto di vista economico ma è l’unica soluzione per i diritti dei lavoratori di oggi e di quelli che verranno domani». Racconta poi la segretaria della Uiltec Uil Merelisa Scirè che «è stata un’assemblea partecipata e fondamentale perché dagli interventi dei lavoratori si è capito che erano arrivate loro informazioni contrastanti, imprecise o fuorvianti durante le riunioni indette dalla direzione aziendale, percepite come tentativi di indottrinamento. Abbiamo registrato una delusione generale perché sempre di più c'è la presa di coscienza che i vertici aziendali non hanno capacità decisionale. I lavoratori hanno quindi confermato la mobilizzazione e c’è la disponibilità della maggioranza a partecipare alle azioni di sciopero».

Sottolinea infine il segretario generale della Femca Cisl Gianni Ardemagni che «le iniziative che abbiamo attivato a valle dell’ultimo incontro, dove la direzione ha rimesso in discussione quanto definito nel confronto precedente, prevedevano un tentativo di conciliazione in sede istituzionale, che non ha purtroppo portato a modifiche di merito. La decisione assunta con ampia maggioranza in assemblea, di proclamare un pacchetto di ore di sciopero, credo sia un percorso coerente e necessario, per spingere l’azienda a garantire risposte concrete alle aspettative e agli impegni dei suoi collaboratori».

Era dall’estate del 2019 che i dipendenti Ies non scendevano in sciopero: prima di allora avevano incrociato le braccia per la dismissione della raffineria.

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