Dopo il comitato ecco la Rete per il Paiolo Domani in piazza contro il cemento

Manifestazione in centro alle 17.30: «No ad una pasticciata mediazione green, è un gioco che abbiamo già visto»



Oppongono un no a pasticciate mediazioni green, del tipo un po’ di verde in cambio di un po’ di cemento, e domani lo ripeteranno pubblicamente in piazza Martiri, dove debutterà la “Rete per il Paiolo” (appuntamento alle 17.30). A tenderla, questa rete, è una ventina di attivisti, espressione di diverse realtà dell’ambientalismo mantovano. In una staffetta generazionale con il comitato “Salviamo il Paiolo”, che dodici anni fa si mise di traverso al progetto di lottizzazione dell’area, poi naufragato col fallimento della società Pitentino.


Aggiornato al 2021, l’obiettivo è quello di scongiurare il cemento dell’immobiliare Imprendo, che si è aggiudicata l’area alla settima asta per 512mila euro, 14mila in più rispetto all’offerta del Parco del Mincio (d’intesa con il Comune). Offerta tardiva secondo gli ambientalisti, che però coltivano ancora il proposito di stoppare le ruspe. Nonostante la firma del rogito e la mediazione green che già s’intravede. Figura cerniera tra i due movimenti è quella di Cristina Cardarello, l’anima del comitato di allora: «Se avrei mai immaginato di tornare in piazza per il Paiolo dopo tutti questi anni? No, anche perché negli ultimi tempi avevo maturato un po’ di speranza. Così dopo l’assicurazione del sindaco Palazzi che nessuno ci avrebbe mai costruito e l’offerta d’acquisto del Parco. Anche se ho assistito con crescente preoccupazione al succedersi delle aste, domandandomi perché il Comune non intervenisse a comprare, bloccando eventuali speculazioni. È andata a finire come sappiamo, ma mi conforta che dopo tanti anni la nostra battaglia cammini ancora sulle gambe di molti giovani». Lo spirito è sempre battagliero: «Non molleremo - insiste Cardarello - faremo tutto il possibile per mettere i bastoni tra le ruote di chi vuole costruire. Ci appiglieremo a ogni cosa, partendo dalla Valutazione d’impatto ambientale scaduta».

«Per la città è una sconfitta ma, come dodici anni fa, ci impegniamo per la salvaguardia dell’area - interviene Emanuele Bellintani - Dobbiamo evitare il film già visto delle mediazioni green: sul Paiolo non può esistere l’idea di cementificare e lasciare un po’ di verde. Il rischio è quello di andare al solito gioco della compensazione, ma sull’ambiente non si può trattare. Se davvero nutriamo qualche speranza? Non è ancora finita finché non ci hanno costruito sopra».

«Se ci fosse stata una reale volontà politica di portare a casa l’area, la si sarebbe ottenuta - osserva Davide Aldi, veterinario - Il Parco del Mincio non poteva offrire di più? A parte il fatto che si è arrivati troppo lunghi, alla settima asta, c’erano cittadini disposti a metterci del proprio in aggiunta ai soldi del Parco, una formula si sarebbe potuta trovare. Volendo cercarla. Adesso, al di là delle possibile azioni legali per la tutela della rana di Lataste e della testuggine palustre europea, vogliamo che le istituzioni sentano la pressione popolare. Non c’è nulla da mediare, altro cemento non possiamo permettercerlo».

L’invito per domani è a presentarsi in piazza con una torcia, una candela o una luce al led per la bici. Perché? «Per far luce sul Paiolo». —

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