Iliad progetta la nuova antenna, ma il Comune di Roverbella si oppone: «Diremo di no»

Il sindaco Cortesi: «L’area individuata è una zona verde privata, ma inedificabile». A breve il preavviso di diniego dopo che sarà concluso l’esame di Arpa ed Ats

ROVERBELLA. La società di comunicazione Iliad pianifica la costruzione di una nuova antenna per la telefonia cellulare. Ma il Comune si oppone evidenziando che si tratta di una zona “inedificabile” per la pianificazione urbanistica.

Succede a Roverbella. Uno dei tanti comuni del Mantovano dove la dinamica società d’Oltralpe, assegnataria al costo di 1,2 miliardi di parte delle frequenze 5G (in base alla gara da 6,5 miliardi conclusasi nel 2018), intende recuperare il gap rispetto ai concorrenti. Sul mercato italiano dal 2018, la società francese ha dovuto iniziare il servizio prendendo a prestito le stazioni radio base (da tutti chiamate “antenne”) dall’operatore Wind Tre. Nel tempo ha però costruito una propria rete. Ad oggi gli utenti Iliad in Italia sono circa 8 milioni.

Nel Mantovano Iliad ha deciso di rafforzare la propria copertura, svincolandosi dal roaming, cioè il “prestito” delle frequenze di Wind Tre. Ha quindi avviato un importante piano di installazioni, sia su stazioni già esistenti, sia per nuove antenne.

Nel caso di Roverbella un impianto Iliad è già presente nel territorio, ma la società ha deciso di raddoppiare la propria presenza con la costruzione di una nuova stazione radio base in via Trento e Trieste. Si tratta, in particolare, del tratto di strada che congiunge il centro alla rotatoria della tangenziale verso Valeggio sul Mincio.

«Iliad ha presentato allo Sportello unico del Suap il proprio progetto – spiega il sindaco Mattia Cortesi – Come sempre in questi casi, servono sia il parere dell’Ats che quello dell’Arpa, emessi in base al progetto, prima che inizi la costruzione. Per poter innalzare l’antenna e l’impianto, però, devono rispettare le norme urbanistiche. In questo caso, l’installazione ricade su un terreno privato, a uso deposito, che risulta essere area verde inedificabile. Lì non si può costruire. Per questo, abbiamo valutato con l’ufficio tecnico che il Comune non può rilasciare alcun permesso per la costruzione».

Che cosa succederà dunque? «Si dovranno attendere i pareri chiesti ad Ats ed Arpa, ma poi, quando sarà il nostro turno, emetteremo un preavviso di diniego, proprio perché è stata fatta la proposta di costruire in un’area che non è edificabile».

A fronte del diniego che opporrà il Comune, l’azienda potrà presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale, evenienza peraltro già messa in conto dal Comune. Proprio per evitare dissidi a posteriori, diversi Comuni, come Curtatone, Mantova, Borgo Virgilio per fare alcuni esempi, si sono dotati, o si stanno dotando, di un “piano antenne”. Ovvero, una mappatura del territorio che dice preventivamente dove si può e dove non si può costruire una stazione radio base. Così si avvertono le società in anticipo, evitando contenziosi futuri.

Video del giorno

Elezione del presidente della Repubblica, quinta votazione a Montecitorio

La guida allo shopping del Gruppo Gedi