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Mentre i figli nuotano, a San Benedetto Po i papà aspettano fuori:«Serve una soluzione»

Le famiglie non possono entrare in piscina: lunghe attese in auto. Il gruppo Insieme obietta: «In altri impianti questo disservizio non c’è»

SAN BENEDETTO PO. Dallo scorso luglio le piscine al chiuso hanno potuto riaprire i battenti, in base ai nuovi decreti. Ma ad oggi si riscontrano ancora disagi e difficoltà da parte dei fruitori delle strutture. A San Benedetto Po, dove la piscina comunale ha ripreso l’attività da settembre, un gruppo di genitori lamenta il problema del dover attendere all’esterno della struttura la conclusione dei corsi dei propri figli minorenni. Problema che si acuisce con il maltempo autunnale.

«Il tempo della lezione non mi permette di andare a casa per poi tornare alla struttura – dice un papà – perciò rimango in auto nel parcheggio per evitare il freddo e la pioggia». Purtroppo questa situazione rende meno agevole la fruizione sia da parte dei residenti nel comune sia, e soprattutto, da parte di chi viene da fuori paese.

«Un disservizio che si deve cercare di risolvere velocemente per i bambini e i genitori che scelgono la piscina di San Benedetto e nell’ottica di rimanere attrattivi nel panorama dei comuni che hanno una struttura al coperto che permette di fare attività natatoria anche nella stagione autunnale ed invernale» dice Luana Grossi, consigliera comunale del gruppo Insieme per San Benedetto, che ha segnalato il tema e richiesto un rapido intervento dell’amministrazione.

«Altrove è stato fatto, come nella piscina di Pegognaga – informa la Grossi – si trovi una soluzione coerente per le caratteristiche della nostra situazione, nel rispetto della normativa sanitaria».

Le norme, va ricordato, prevedono che i genitori non possano più restare nella zona vasca con i figli, come accadeva prima della pandemia. Possono accompagnarli, entrando con green pass e mascherina, ma poi devono uscire. Salvo che la struttura non abbia spazi a disposizione separati o, comunque, distanziati dalla zona vasca come accade a Pegognaga, dove c’è una stanza, con vetrate, o a Viadana, dove c’è la possibilità delle tribune. Dal 15 ottobre, poi, è stata ridotta da 7 a 5 metri quadrati l’area minima per utente, permettendo qualche ingresso in vasca in più.

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