Sabato riprende il rito dei “mortaristi” a Casalmoro

Lo sparo dei mortaretti segnerà le messe del fine settimana. Già presenti le giostre, venerdì la fiaccolata per il Chiese

CASALMORO. Da sabato pomeriggio è iniziata la Sagra della Madonna del Dosso, uno degli eventi più particolari dell'Alto Mantovano. Una sagra speciale anche e soprattutto per il rito dei "mortaristi" che, nei giorni della Madonna del Dosso - e cioè dal 20 al 22 novembre - accompagnano le varie messe con l'accensione dei mortaretti. Una delle ultime fiere dell'anno nell'Alto Mantovano, dunque, torna dopo un anno di stop causa Covid. Da ieri in paese ci sono le giostre del Luna Park, sul sagrato della parrocchiale ed è stata aperta anche la Pesca di beneficenza all'oratorio San Bosco. Venerdì 19 alle 19 ci sarà la "Fiaccolata per il Chiese - la luna e il falò", manifestazione che partirà dal Santuario di Casalmoro, con accensione delle fiaccola nel braciere dei mortaristi, e poi per 5 km sull'argine del Chiese (a piedi e in canoa). Alle 20.30 ci sarà poi la super-tombola al centro sociale Magri. Sabato 20 alle 17.30 ci sarà il concerto Mariano al Santuario, e al palazzetto dello Sport alle 20.30 è prevista la cena della Vigilia della "Madonna del Dosso". Domenica 21, poi, il programma è ricco.

Alle 6.30 al Santuario tradizionale colazione; alle 16 concerto di Joker Music e alle 18.30 spettacolo pirotecnico (sempre al Santuario) con aperitivo. Per tutta la giornata, poi, nel parcheggio del Santuario, ci saranno gli stand espositivi si scuole e attività commerciali. Al centro sociale "Magri", dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 21, ci sarà la mostra di archeologica. Per quanto riguarda il rito del mortaretti saranno sparati sabato 20 alle messa delle 16.30; domenica 21 alle messe delle 4.30, 5.30, 9, 10.30, 17.30: lunedì 22 alle 6.30, 10.30, 17.30. Alle 12 ci saranno gli spari di chiusura della sagra. La sagra di Casalmoro viene ancora definita della Pollastrella, denominazione antica caduta in progressivo disuso, che probabilmente trova spiegazione, oltre che nella leggenda legata alla festa del paese, nel menù tipico del tempo: minestra con i fegatini, pollo o cappone in genere ripieni e abbinati al cotechino con le verze, bussolano o torta sbrisolona.

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