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Mantova hub, trovato l’accordo sul cimitero ebraico: adesso si riparte per tutelare l’area

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Rivisto tutto il progetto relativo alla zona di San Nicolò. Il rabbino Kalmanowitz referente unico della comunità

MANTOVA.   Dopo la lunga disputa con la parte ultra-ortodossa della comunità ebraica sulle sorti dell’antico cimitero, riparte il progetto di Mantova hub. Sul tavolo due fatti importanti hanno risolto, si spera definitivamente, la contrapposizione tra il Comune, intenzionato ad andare avanti con il suo progetto di rigenerazione urbana dell’area di San Nicolò, e i rabbini, che puntavano a tutti i costi ad una salvaguardia del suolo sacro. Il primo fatto è la variante al progetto di San Nicolò che implica la rinuncia ai soppalchi in quattro capannoni su cinque e, quindi, la necessità di spostare alcune funzioni sempre nel perimetro del piano, ma in altri spazi.

©Stefano Saccani, 2019

«È il motivo – spiega l’assessore all’urbanistica Andrea Murari – per cui proponiamo al consiglio comunale l’acquisizione della parte di ex ceramica adiacente alla nuova scuola». L’altro fatto importante è la convenzione siglata tra il Comune e Palazzo Chigi per l’utilizzo dei 6,5 milioni erogati dallo Stato e destinati alla tutela dell’antico cimitero ebraico. La variante progettuale relativa a San Nicolò si basa su alcune linee guida condivise, «che sono frutto – dice Murari – di un lavoro a quattro mani sottoscritto dall’architetto Corvino, progettista di Mantova hub, e dal referente tecnico del mondo ebraico, il rabbino Kalmanowitz. È la base, a mio avviso, di un ottimo accordo che era stato sollecitato anche dalla Presidenza del consiglio dei ministri, e che permette il recupero dell’area, nel rispetto della regola religiosa. Uno sforzo – precisa l’assessore – che ha richiesto uno slittamento dei tempi del cantiere e un significativo aumento dei costi. Credo, però, che ne valesse la pena, e che ci siano ora i presupposti per un progetto migliore del precedente».

Con la variante al piano della società Vecchia Ceramica, già adottata dalla giunta, è stata anche tolta l’edificabilità a quella porzione dell’antico cimitero che è fuori da San Nicolò e che sfiora l’area della scuola, dove, durante gli scavi, furono fatti alcuni importanti ritrovamenti archeologici. Le linee guide che hanno ispirato il nuovo progetto modifica l’accordo raggiunto con l’Ucei nel 2018. L’idea portante è quella di non interferire con il suolo dell’antico cimitero.

«Non verrà realizzato nulla di nuovo – dice Murari – ma solo recuperato l’esistente, e cioè i cinque capannoni, la polveriera e la casa del custode. Il recupero degli edifici che insistono sull’area cimiteriale avverrà senza intervenire sulle fondazioni con tecniche invasive per il suolo. Al contrario, sia l’interno dei capannoni che le strade saranno rialzate dal piano del suolo attuale, in modo da determinare una netta separazione. Inoltre, le aree esterne ai capannoni, nel perimetro del cimitero, saranno recintate e non si potranno calpestare. Altri dettagli saranno oggetto di successive progettazioni, i cui tempi – assicura l’assessore – saranno strettissimi per rispettare gli impegni presi con la Presidenza del consiglio».

Un punto importante su cui insiste Murari è la condivisione, da parte dei rabbini ultra-ortodossi e dell’Unione delle comunità ebraiche, delle nuove linee guida per la tutela del cimitero: «Stiamo lavorando tutti insieme per ottenere lo stesso obiettivo. Continueremo a condividere i prossimi fondamentali passaggi progettuali, sui quali, non va mai dimenticato, è determinante anche il punto di vista della Soprintendenza, visto che si tratta di un’area vincolata e dal grande valore storico».

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