Mantova, telecamere del Comune ma solo se paga il Viminale

La giunta Palazzi ha trasmesso alla Prefettura il progetto concordato nell’ambito del patto per la sicurezza sottoscritto lo scorso anno

MANTOVA. Il Comune ha trasmesso alla Prefettura il progetto di videosorveglianza delle vie Chiassi e Poma per garantire maggiore sicurezza nella zona degli uffici giudiziari. Si tratta di quel progetto previsto dal patto per sicurezza che l’amministrazione di via Roma aveva sottoscritto con la prefettura. L’elaborato sarà trasmesso dalla Prefettura al ministero dell’interno per il finanziamento. Il Comune mette a disposizione 10.455 euro per l’acquisto e l’installazione delle telecamere; il resto per coprire l’investimento complessivo di 69.705 dovrà arrivare dal Viminale. Se il ministero non accoglierà la richiesta l’impianto di videosorveglianza rimarrà sulla carta. La messa in funzione di telecamere in via Chiassi e in via Poma era stata richiesta dal procuratore di Mantova a tutela degli uffici giudiziari. Pochi mesi prima, infatti, si era verificato un incendio doloso alla porta d’ingresso della procura di via Conciliazione. In via Poma si trovano, nello stesso palazzo Colloredo, sia la sede del tribunale che quella della procura, mentre in via Chiassi ci sono gli uffici degli ufficiali giudiziari. Un anno fa lo stesso progetto era stato presentato al ministero, ma non era stato finanziato. Ora si spera nei soldi messi a disposizione da un nuovo decreto.

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